Solstizio d'Estate

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Passaggio di stagione: stesso centro, per un nuovo scenario rituale sulla ruota dell’anno. Il tre, con i suoi multipli, è il numero con cui ritorna alla Galleria Toledo l’evento propiziatorio Semi-in-Azione.
Disacerbato il fiore, si assiste allo sviluppo del frutto, nella pienezza della maturazione. Ogni esistenza ora è in essere. Il tempo è quello del Solstizio d’Estate. 

Mentre la forza vitale del Sole permea tutte le cose, attorno, impercettibilmente, la Natura si manifesta vigorosa, mentre esegue la sua ciclica e grandiosa impresa. 

Lo Sciamano è in sintonia con la Madre Terra, grazie alle frequenze del suo tamburo sacro, destriero celeste e veicolo di guarigione, mentre la Danzatrice, con gesto magico che sovrintende al mistero della vita, veglia per sigillare e veicolare il beneficio dell’azione rituale che si rivolge a tutto quanto è nel Creato.
 
Maschile e femminile, congiunti nel cerchio, sono in completa sinergia: è di scena il Teatro Yogico Sciamanico di Gino Sansone, che firma anche scene e regia, e la danza del Corpo Creativo, nella manifestazione sensibile di Agnese Viviana Perrella, anche autrice delle coreografie, su testi tratti dagli Inni Orfici e con le luci di Dino Farese.
Semi-in-azione: se il seme non muore, non può dar frutto” ci riconnette al ritmo delle stagioni in cui le energie della Natura muoiono e rinascono circolarmente in abbondanza di forme. Per questo motivo lo spettacolo si propone in quattro date diverse nel corso dell'anno, una per stagione, aggiungendo ad ogni rappresentazione un continuum. L'azione scenica come un rito si svolge all'interno di un cerchio dipinto, detto Enso, il Grande Vuoto, che genera le diecimila cose, semi di ogni vita.
 
In questa data, che ci presenta all'Estate, la Fanciulla Kore, divenuta Donna-Uccello nella stirpe della Sirena Parthenope, danza la Gioia solare che porta a maturazione le spighe di grano nei campi, forme dei raggi del Sole nel Grande Cerchio della Vita. Nella danza, la Donna si manifesta contemporaneamente come Kore con le piume di pavone, uccello dell'Immorta-lità e della Bellezza, e come Demeter, la Madre solare che porta l'abbondanza delle messi, i cui chicchi, frutti e semi nel contempo, divengono il Pane della Vita. Danzando con i covoni di grano, tra le piume variopinte della Figlia Kore, Demeter alza con la sua destra mano una spiga verso il Cielo, svelando nel silenzio del gesto (mudra) il Segreto della Vita a coloro che sanno vedere, come farà poi il Buddha, sul Picco dell'Avvoltoio, alzando verso il Cielo un fiore: a tal Gesto solo il semplice bhikkhu Kasyapa sorrise nel mezzo dell'attonita assemblea di monaci, giunti sin lassù per ascoltare il sermone del Beato.
 
In tal senso, le Sirene, Donne- Uccello dal canto in-cant-evole, sono Spiriti Guida nel loro culto autoctono tra la costiera Amalfitana e la Penisola Sorrentina, sino a Napoli, originariamente fondata come Parthenope.
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