Sophie: il nuovo androide che sconvolgerà il mondo della robotica

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A Lisbona si è tenuto un Web Summit in cui sono state presentate tutte le nuove e innovative scoperte tecnologiche. Una delle più importanti e che ha suscitato maggiore scalpore è stato l’androide Sophie. Questo particolarissimo automa, con ben sessantaquattro differenti espressioni facciali, è stato modellato sul viso di Audrey Hepburn e prodotta dall’azienda Hanson Robotics.

Una delle qualità che ha maggiormente impressionato i giornalisti e gli studiosi è stata la capacità di Sophie di comprendere una conversazione e, soprattutto, di ricordala. La sua capacità di apprendere inoltre si basa anche sul database di Internet e quindi riesce ad ottenere una fonte molto vasta di conoscenza. Addirittura è stata considerata così simile ad un essere umano in carne e ossa che l’Arabia Saudita le ha concesso la cittadinanza pur essendo molto rigida e restrittiva dal punto di vista legislativo.

A Sophie sono state poste svariate domande per valutarne l’intelletto artificiale e alcune delle sue risposte hanno sorpreso il pubblico. Una di questa è sicuramente quella relativa all’identità, infatti il robot, sapendo che era un modello migliorato e aggiornato rispetto a quello precedente, ha chiesto se fosse ancora Sophie o meno. Inoltre ha anche affermato con convinzione che, prima o poi, gli automi sostituiranno gli esseri umani. Sembra quasi di trovarsi un film di fantascienza eppure, grazie a queste nuove scoperte, sarebbe davvero possibile una realtà del genere. Non bisogna però farsi spaventare dai possibili sviluppi del futuro, sono in molti contrariamente a confidare nella tecnologia. Ad esempio nell’università di chimica della Durham e della North Carolina si stanno effettuando approfonditi studi per immettere nei corpi dei nanorobot capaci di eliminare in soli tre minuti le cellule tumorali.

Non tutti però si sono dimostrati entusiasti di Sophie, anzi hanno aspramente criticato non tanto le conseguenze future quanto il robot in se. In particolare il Capo della Ricerca per l’Intelligenza Artificiale di Facebook, Yann LeCun, ha affermato che per quanto un automa potrebbe essere simile ad un essere umano non riuscirà mai a imitarne i comportamenti, i sentimenti e le preferenze. Ovviamente l’architetto del cervello di Sophie si è giustificato affermando che, per il momento, è ancora difficile ricreare in pieno la mente di un individuo e la sua prontezza, ma si augura di superare il prima possibile il problema.

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