Sport e disabilità, il binomio possibile

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Oggi, lo sport è una parte fondamentale e molto importante nelle nostre vite. L’attività fisica porta tanto giovamento non solo dal punto di vista della salute muscolare ma anche per quella psicologica. Il poter andare oltre i propri limiti, spesso e volentieri, dà una carica indescrivibile e rende l’impossibile, possibile.

Integrazione per tutti

Sport non vuol dire solo salute e benessere ma anche integrazione. Lo sport la favorisce grazie ad impegno, costanza e spirito di gruppo in modo tale da aumentare la cognizione di sé. Integrazione e non per caso, lo sport è un mezzo perfetto per le persone affette da disabilità per raggiungere questo scopo. L’attività fisica, però, va oltre l’integrazione o la semplice fisioterapia. Parliamo di momenti d’incontro ma anche di competizione sportiva vera e propria.

Sport e disabilità in Italia              

In Italia ma anche nel resto del mondo, le persone con disabilità fisiche possono non solo fare attività sportiva ma soprattutto farlo anche a livello agonistico attraverso le discipline paraolimpiche. Nel nostro Paese, soprattutto, sono tanti gli esempi di sportivi affermati in tutto il globo ma da dove si inizia? Qual è la competizione sportiva dà il via all’anno agonistico italiano? Ebbene, il primo evento agonistico nazionale è il “Campionato Paralimpico Italiano Indoor” che si è svolto nella giornata di sabato 23 e domenica 24 Marzo 2019 al Palaindoor di Ancona.

L’evento è stata la prima prova per le future qualificazioni alle paraolimpiadi che si svolgeranno in quel di Tokyo dal 25 Agosto fino al 6 Settembre 2020.

Per parlare di questo importante evento , abbiamo avuto l’occasione di poter porre qualche domanda al presidente, fondatore e allenatore della  A.S.D. Atletica Picardi, Mimmo Picardi che ci ha parlato anche del connubio tra sport e disabilità.

Come nasce e che finalità ha l’associazione “Atletica Picardi”?

“L’ A.S.D. Atletica Picardi nasce dall’esigenza personale di iniziare a fare le cose in modo diverso, valorizzando principalmente il ruolo dell’Atletica Leggera nel panorama sociale e sportivo. L’Atletica leggera è presente nel DNA Picardi da sempre, ha dato tanto a me e alla mia famiglia ed ora mi sembrava giusto restituire quanto ricevuto. In questo Progetto l’asticella è posta molto in alto, ”OLIMPICO&PARALIMPICO”, ridurre la distanza tra lo sport olimpico e quello paralimpico restituendo a chiunque l’opportunità di esprimersi attraverso la disciplina sportiva è quello che ci poniamo”.

Qual è il suo ruolo all’interno di questa associazione?

Di questa società ne sono orgogliosamente Presidente (fondatore insieme a Claudio De Vivo), Allenatore e se riesco a mettere via dei piccoli infortuni anche Atleta Master”.

Siete da poco reduci da un evento molto importante che si è svolto questo fine settimana, ce ne può parlare?

Lo scorso weekend abbiamo affrontato la prima prova ovvero i “Campionati Italiani Paralimpici Indoor” ad Ancona. Dei quattro atleti tesserati per la nostra società solo in due hanno preso parte alle gare: Claudio De Vivo e Marco Clemente Desiato rispettivamente nelle categorie T64 e T38.  Claudio e Marco hanno regalato emozioni non solo a me ma a tutto il Palaindoor portando a casa quattro medaglie d’oro rispettivamente due titoli italiani negli 800m e nei 1500m. Vedere correre Claudio (amputato mono laterale sotto al ginocchio) è un vero piacere, sembra che non abbia alcun ausilio tanto da far risultare tutto semplice quando in realtà non lo è, con lui combattiamo una battaglia di sensibilizzazione per tutti gli amputati, che al momento sono relegati solo alle gare di velocità, facendo capire che è possibile correre anche il mezzo fondo a livelli alti. Battaglia questa che punta a far aprire le batterie degli 800 e 1500 alle prossime Paralimpiadi dì Tokyo. Marco, affetto da sclerosi multipla e alla sua prima esperienza, è stata la sorpresa della giornata. La cosa meravigliosa è stata vedere il suo stupore al termine delle gare. Al traguardo mi ha detto: Non credevo di poter correre così, non pensavo di poter spostare i miei limiti così avanti.

Adesso aspettiamo ancora l’ufficialità del record italiano sui 1500m. Voglio menzionare gli altri atleti Melis Davide e Chitti Carlo che al momento sono fermi perché senza protesi da gara, cosa che ci impegneremo a risolvere nel più breve tempo possibile.

Ovviamente, per una società giovane come la nostra, è importante il sostegno di professionisti che credono in quello che facciamo e ci accompagnano nel nostro cammino: AVCommunication che si occupa di tutto quello che riguarda la comunicazione, La Tipografica Srl che ci supporta su tutto il materiale tecnico, Mocerino Frutta Secca che appoggia ogni nostra iniziativa, la Dottoressa Maria Sorrentino nutrizionista dei nostri atleti, il dottor Francesco Gallo fisioterapista del centro Dynamic Care che ci aiuta a ridurre e curare gli infortuni ed il dottore commercialista Fabio Cufino anima contabile della nostra Società”.

Quanto è importante lo sport per una persona affetta da disabilità? E soprattutto quanto una persona disabile può dare allo sport magari anche a livello agonistico?

Lo sport è importantissimo per le persone affette da disabilità apporta miglioria allo stato di salute generale, benefici non solo nel corpo a livello motorio o fisiologico in genere ma soprattutto nella mente, il confronto il mettersi in gioco, fa sentire il disabile VIVO, restituendogli qualcosa in più rispetto a quello che la natura gli ha tolto. In termini agonistici rispondo così ... Claudio riesce a battere tranquillamente tanti normodotati!!! Il disabile va posto al centro di una nuova visione, il disabile è da esempio per tutti i normodotati che non si prendono cura del proprio corpo e di loro stessi!” 

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