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Strategia marina e aree marine protette per tutelare la salute dei nostri mari

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'Cambiamenti climatici, temperature dei mari più elevate, acidificazione dell'acqua, riduzione di ossigeno, eccessivo sfruttamento delle risorse marine e aumento eccessivo delle specie aliene. Sono queste le principali minacce per il funzionamento degli ecosistemi naturali del Mar Mediterraneo. Abbiamo davanti delle sfide che non consentono ulteriori ritardi e che richiedono un pronto intervento'.

È quanto ha detto il Sottosegretario all'Ambiente Silvia Velo, nel corso del meeting ministeriale europeo a Venezia, nell'ambito di BlueMed.

'Gli ecosistemi marini costieri - ha ricordato Velo - forniscono oltre il 60% del capitale naturale mondiale, garantendo notevoli ritorni economici. La 'crescita blu', quindi, può creare grandi opportunità in termini economici e occupazionali sopratutto se ben supportata da nuove sinergie tra ricerca, innovazione tecnologica e ambiente. Anche per questo, salvaguardare la salute dei nostri mari diventa una priorità dell'agenda politica dell'Europa.

Il nostro Governo, attraverso il Ministero dell'Ambiente, è impegnato nell'attuazione della direttiva quadro sulla Strategia Marina per il raggiungimento del buon stato ecologico del mare da qui al 2020. È già partito - ha ricordato Velo - un programma di monitoraggio insieme alle Regioni costiere e al mondo scientifico, per verificare lo stato delle nostre acque.

L'Italia inoltre - ha concluso il Sottosegretario - intende valorizzare il ruolo delle Aree Marine Protette sia come volano di sviluppo per la crescita blu in settori rilevanti come, ad esempio, il turismo sostenibile, sia come 'assicurazione' per prevenire la perdita di biodiversità e per ripopolare il nostro mare'

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