Street Haart

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L'arte si mobilita contro l'infezione da HIV per creare consapevolezza sulla malattia e vincere lo stigma. 15 napoletani e non solo verranno chiamati a realizzare opere di street art sui muri della città partenopea e opere su tela esposte in una mostra itinerante. Il tutto sarà visibile, condivisibile e acquistabile in un galleria d'arte online. All'iniziativa partecipa anche il carcere di Poggioreale.

Street Haart per sensibilizzare
E', in sintesi, il progetto "Street Haart" che il Comitato provinciale Arcigay “Antinoo” realizzerà grazie al finanziamento di 25.000 euro ottenuto al Community Award Program, Bando di concorso promosso in Italia dalla società biofarmaceutica Gilead Sciences che seleziona e premia i migliori progetti di supporto al paziente e di prevenzione delle malattie infettive presentati da Associazioni pazienti e Organizzazioni no profit del Paese.

Grazie al finanziamento, verranno selezionati, attraverso un bando dedicato, i 15 artisti che saranno chiamati a realizzare opere di street art e opere pittoriche. Le opere di Street Art verranno realizzate nella città di Napoli, una delle quali presso il carcere di Poggioreale i cui detenuti potranno partecipare alla selezione, mentre le opere pittoriche costituiranno una mostra itinerante che toccherà varie province della regione facendo tappa nello stesso carcere. Tutte le opere andranno a costituire una galleria d'arte contemporanea online, promossa attraverso i principali social network (Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest). Le opere potranno essere acquistate e il ricavato andrà in parte a sostenere le attività di prevenzione di Arcigay e in parte all'artista. Verrà inoltre realizzato un catalogo che accompagnerà la mostra itinerante e verrà reso disponibile in rete.

Street Haart: il progetto contro l'Aids
Il progetto nasce dall'attuale e preoccupante situazione dell'infezione a Napoli e nel resto della Regione. Nel 2017 - secondo alcuni dati resi noti dall'azienda ospedaliera dei Colli - si è registrato un incremento di casi di nuovi sieropositivi per HIV del 20 per cento rispetto al 2016 e al 2015, con una particolare incidenza nei giovani sotto i 30 anni, sia omo che eterosessuali.

A fianco di questa situazione epidemiologica c’è poi il dato sociale sulla percezione e sull'accettazione dell’infezione. Dall'ascolto delle conversazioni online di Voices from the Blogs, start up dell’Università di Milano, a Napoli persiste infatti un forte stigma verso le persone con HIV, che con molta difficoltà vengono accettate e comprese.

Nelle carceri, infine, vi è una limitata fiducia da parte delle persone nella terapia per l’infezione da HIV: secondo l'Università Ca Foscari solo il 68% dei detenuti la assumerebbe se si scoprisse sieropositivo.

Street Haart e i vecchi pregiudizi
A fronte dell’importante sviluppo della ricerca scientifica che mette a disposizione strategie di prevenzione e cura sempre più efficaci, esiste una percezione dell’infezione che appare ancora legata a vecchi pregiudizi e può portare ad una sua pericolosa sottovalutazione e negazione in caso di comportamenti a rischio. Ne è prova l'incremento dei casi “late presenters”, persone colpite dal virus che arrivano però alla diagnosi di HIV già con sintomi evidenti della malattia.

"In questo contesto occorrono interventi di sensibilizzazione e informazione e l’arte può rappresentare uno strumento efficacissimo da questo punto di vista: è in grado “colpire” e far riflettere, specie se visibile a tutti come nel caso delle opere di strada. Grazie al premio ottenuto al Community Award, di cui siamo molto orgogliosi, potremo realizzare proprio questo tipo di interventi” – commenta Carlo Oneto, Responsabile del progetto. 

Il progetto del Comitato Provinciale Arcigay “Antinoo” di Napoli, presieduto dal presidente Antonello Sannino, proprio per le sue caratteristiche di unicità e la sua capacità di offrire un modello replicabile in altre realtà, è stato selezionato dalla Commissione Giudicatrice del Community Award, composta da Giorgio Fiorentini, Professore Associato in Management delle Imprese Sociali-Università Bocconi e Simona Seravesi, Esperta di programmi di salute pubblica nei paesi in via di sviluppo. L’Associazione con il suo progetto si è distinta oltre che per l’originalità dell’iniziativa e la sua replicabilità anche per la capacità di sviluppare una reale opera di sensibilizzazione sulla tematica dell’infezione da HIV e sull’importanza della diagnosi precoce attraverso test rapidi, oltre che sulla diffusione delle strategie di prevenzione e cura oggi disponibili.

La scelta del progetto dell’Associazione partenopea è avvenuta tra i 32 presentati da altrettante Associazioni pazienti e Organizzazioni No Profit del paese. Insieme a quello di Antinoo ne sono stati premiati altri 13.

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