Studenti, manifestazioni, diritti e ...

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Quello che è successo ieri a Napoli nel mezzo della manifestazione degli studenti contro "la buona scuola" ha ancora una volta dell'incredibile. E' normale che una manifestazione di piazza sia un evento che non potrà mai essere parificato alla recita di un rosario e, in tale guisa, il confronto fra le parti in strada è più che normale.

Sembra, invece, che in questo Paese si sia ormai condannati al pollaio permanente. Manifestare per i propri diritti è il sale della democrazia. La piazza è umore e, come tale, chi professionalmente è chiamato a starci per lavoro dovrebbe stemperare e non acuire lo scontro. Ragazzini poco più che adolescenti non possono essere il "nemico", bisognerebbe riportare tutto nel giusto alveo. 

Questo ci auspichiamo ed ecco perché ci sono piaciute e vogliamo riportare integralmente due dichiarazioni di altrettanti assessori del comune di Napoli.

"Sempre triste e grave  quando durante una manifestazione in cui ragazze e ragazzi , accompagnati anche  da docenti, esprimono legittimamente il proprio dissenso si registrano episodi  di violenza e scontri. Ancor di più se  questo succede durante un corteo di  studenti, provocando fermi e feriti. La violenza va sempre condannata, quale che  ne sia l'origine, e mi auguro che vi sia una pronta guarigione per i ragazzi e  gli agenti feriti. Intanto, mi chiedo se non sia più utile  ragionare costruttivamente sulle rivendicazioni studentesche, ascoltare anche le  critiche che essi rivolgono alla legge 107, perché non riconoscere i conflitti  e' sempre un modo per esasperarli. La partecipazione studentesca è un valore  positivo, c'è bisogno di dialogo ma accadimenti come quelli di oggi rischiano  solo di fare un favore a chi vuole impedirla, generando escalation di violenza  dove non dovrebbe essercene."

Nel condannare gli episodi di violenza che hanno caratterizzato la pacifica manifestazione di insegnanti e studenti contro la “buona scuola”, che si è svolta oggi a Napoli, l’assessore ai beni comuni e democrazia partecipativa Carmine Piscopo esprime la preoccupazione che tali incidenti possano trasformare il confronto necessario tra Governo e parti sociali in questioni di ordine pubblico. Tale confronto, infatti, è necessario e il Governo deve saper dialogare con coloro che dissentono. Le numerose manifestazioni che si stanno svolgendo in questi giorni in Italia testimoniano un disagio crescente di ampie collettività in materia di politiche sociali, occupazione, lavoro, ambiente e territorio, scuola. Temi sui quali la città di Napoli, da tempo, ha scelto un’altra strada.

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