SUOLO PUBBLICO? SI, MA TUTTO BLU

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Strisce blu che comportano non pochi errori e dubbi di interpretazione. La crisi in cui vertono i comuni e l’esigenza di fare incassi portano spesso e volentieri a”calcare un po’ la mano con la pittura”.
Il Codice della Strada ci dice che ad un numero di spazi destinati alla sosta a pagamento devono necessariamente corrispondere delle zone bianche, ossia per le quali non è previsto il pagamento di alcun corrispettivo. Lo stesso codice della strada, però, lascia spazio all’interpretazione nella misura in cui concede ai comuni margini di autonomia circa alcune eccezioni che includono aree pedonali, ztl e zone di ''particolare rilevanza urbanistica''. Eccezioni abbastanza care alle amministrazioni tanto da sentirsi legittimate ad aumentare le zone a pagamento.
Come ad esempio è successo a Milano dove è aumentata notevolmente l’entità della pennellata e dove entro Gennaio del 2015 saranno implementati circa 300 parcometri e assunti almeno una trentina di ausiliari del traffico per il controllo dei pagamenti nella zona del Duomo, zona ad alta frequentazione turistica.
I controlli sono durissimi e attenti, per far cassa i comuni sono pronti a tutto, a Roma ad affiancare i tradizionali metodi di pagamento si sono coniati mezzi più moderni come quello di easypark che consente di saldare il conto tramite smartphone.
L’aumento delle strisce blu, vuoi per far guadagno vuoi per esigenze eccezionali, talvolta avviene in maniera scriteriata, come nel caso di Viareggio dove le strisce blu sono magicamente comparse su un marciapiede, parte della strada considerata dal codice stradale (art 158) in divieto di sosta di default.
Tornando all’eguale distribuzione degli spazi blu e bianchi, zone della nostra città, caratterizzate da particolare affluenza di quotidiani lavoratori, in barba a quanto decretato dalla norma, sono immerse nel blu dipinto di blu. Un esempio?Il Centro Direzionale di Napoli, centro di economia, sede della Regione del Tribunale dell’Agicom e tantissime altre attività di rilievo. Moltissimi sono i lavoratori costretti all’esborso quotidiano con tariffe che variano dai 4 euro giornalieri per le zone esterne a circa 1 euro ad ora per la sosta nelle piazzette interne al centro stesso, per non parlare dei canoni mensili dei parcheggi targati Napoli Park.
Il blu dilaga, sopra sotto e intorno il Centro Direzionale; le strisce bianche? Un miraggio, poche rispetto a quelle che dovrebbero esserci e non è necessario stabilirlo in base ad una misurazione, basta dare uno sguardo qui e là. I sottopassaggi adiacenti e paralleli alla Via Taddeo Da Sessa sono caratterizzati dalla presenza di strisce bianche occupate spesso dai residenti e in misura che nemmeno si avvicina allo spazio pagante.
L’aumento delle strisce blu non riguarda solo le zone centrali della città ma anche e soprattutto le zone periferiche, dove spesso la legalità inconsapevolmente genera e alimenta l’illegalità a suo stesso discapito.
Molte sono le persone che preferiscono parcheggiare in zone più distanti dal Centro Direzionale, incrociando, talvolta, un parcheggiatore improvvisato. Volendo tralasciare lo smercio dei biglietti da parcheggio contraffatti.
Contrariamente a qualsiasi principio sociale di agevolazione dei servizi resi al cittadino vige una simpatica equazione fra strisce blu e zone più affollate della città.La collina del Vomero, lo stesso Centro Direzionale, il Lungomare Caracciolo, Via Roma, Corso Umberto e dintorni, Via De Pretis. Queste sono zone che per la loro conformazione sono sempre e, a tutte le ore, super affollate dunque è bene vestirle di blu, con tutte le conseguenze del caso, mentre zone come Via Petrarca restano bianche ed illibate: ma questa, forse, è un’altra storia.
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