The Lumineers suoneranno alle OGR Torino

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Il 6 luglio 2020 i The Lumineers suoneranno alle OGR Torino. Dopo il successo e il sold-out registrato con sei mesi di anticipo presso l’Alcatraz di Milano, la band statunitense torna in Italia con una nuova e imperdibile data nelle riqualificate Officine Grandi Riparazioni di Torino.
 
Sono passati sette anni dalla pubblicazione dell’omonimo album d’esordio che li ha resi famosi in tutto il mondo e ben tre da Cleopatra, il disco che ha consacrato il loro talento e successo mondiale.

The Lumineers hanno fatto ritorno sulla scena musicale con III, il terzo album in studio pubblicato il 13 settembre via Dualtone, distribuzione Universal.
 
Il gruppo, dal sound inconfondibile e coinvolgente, ha scalato le classifiche mondiali conquistando milioni di fan.
Il loro omonimo disco di debutto è stato nominato ai Grammy Awards come Best New Artist e Best Americana Album, rimanendo per 46 settimane alla #2 posizione della Billboard 200.

Ho Hey, il singolo che ha decretato il loro successo, è rimasto per ben 62 settimane in #3 posizione nella Billboard Hot 100, raggiungendo oltre 142 milioni di visualizzazioni su YouTube.

Cleopatra, il loro secondo album è stato certificato DISCO DI PLATINO: The Lumineers hanno collezionato un successo dietro l’altro in tutto il mondo.
 
Nata nel 2005 dall’incontro tra il chitarrista e cantante Wesley Schultz e il batterista Jeremiah Fraites (entrambi cresciuti a Ramsey, un sobborgo a sud di New York), la band nel 2009 ha stampato un primo EP.  Il successo però è arrivato nel 2011 quando il brano Ho Hey è stato notato e utilizzato come sigla della serie tv Hart of Dixie. La band firma quindi un contratto con la Dualtone Records e il 3 aprile 2012 pubblica il suo album di debutto dal titolo The Lumineers.

Il secondo lavoro della band, Cleopatra è stato pubblicato a quattro anni di distanza dal primo: prodotto da Simone Felice, questo disco dimostra come Schultz e Fraites abbiano continuato a coltivare il proprio flusso creativo.
 
III, l’ultimo album pubblicato dai Lumineers, è carico di emozioni in ogni nota e in ogni sillaba.
Per questo progetto Schultz e Fraites hanno voluto rinnovare la collaborazione con Simone Felice e con la violinista Lauren Jacobson. Con loro anche il pianista Stelth Ulvang, il vocalist e bassista Byron Isaacs e il polistrumentista Brandon Miller. (Dopo otto anni, la violoncellista e cantante Neyla Pekarek ha lasciato il gruppo nel 2018 per intraprendere la carriera da solista).
 
Il lavoro è intitolato III non solo perché è il terzo album in studio della band, ma anche perché nove delle canzoni che lo compongono sono presentate in tre capitoli, ognuno incentrato su un diverso personaggio. Il disco oltre alle nove canzoni, contiene tre bonus track che non rientrano nella storia.

La progressione narrativa dell’album è così serrata da far supporre sia stato creato con premeditazione. Al contrario però il lavoro è nato da una serie di elementi non connessi tra loro ma uniti magicamente. Questi, sono tratti dalle pagine di un diario che Schultz ha scritto più di un decennio fa: in queste note parla della sua famiglia, della sua infanzia e del tentativo straziante di salvare un parente dall’alcolismo.

L’idea del nuovo album inizia a prendere piede nel 2017 mentre la band si trovava a Catskills, dove Felice vive e lavora. In collaborazione con Fraites, il cui pianoforte espressivo gioca un ruolo centrale nel dramma e nella bellezza di queste canzoni, Schultz ha affinato e collegato tra loro i personaggi che abitavano le canzoni che avevano composto. Il risultato è la storia di tre generazioni di una stessa famiglia: la nonna, Gloria Sparks; suo figlio, Jimmy Sparks; e suo nipote, Junior Sparks. Ognuno di loro sarebbe stato al centro delle tre canzoni che avrebbero composto uno dei tre capitoli dell’album.
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