U.E: gli accordi di Parigi non sono rinegoziabili

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Ecco le Conclusioni del Consiglio sui cambiamenti climatici in seguito alla decisione dell'amministrazione statunitense di recedere dall'accordo di Parigi.

Il Consiglio si rammarica profondamente della decisione unilaterale dell'amministrazione statunitense di recedere dall'accordo di Parigi. Il Consiglio accoglie inoltre con favore le numerose e forti dichiarazioni di impegno nei confronti dell'accordo di Parigi da parte delle grandi economie come pure di piccoli Stati insulari.

L'accordo di Parigi ci ha avvicinato in tempi molto difficili. Si tratta di un accordo multilaterale senza precedenti tra quasi 200 parti, sostenuto da regioni, città, comunità, società e altri attori non statali in tutto il mondo, per affrontare un problema che minaccia tutti noi. Unitamente all'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, dimostra la nostra responsabilità collettiva nei confronti dell'intero pianeta per la generazione attuale e quelle future, nonché il nostro impegno ad agire di conseguenza.

Il Consiglio ribadisce che l'accordo di Parigi è idoneo allo scopo e non può essere rinegoziato. L'accordo è ambizioso ma non prescrittivo e consente a ciascuna parte di definire la propria via per contribuire agli obiettivi volti a lottare contro i cambiamenti climatici, che minacciano lo sviluppo, la pace e la stabilità nel mondo.

Il Consiglio ribadisce il fermo sostegno dell'Unione europea alle Nazioni Unite quale nucleo del sistema multilaterale fondamentale basato su regole. L'Unione europea e i suoi Stati membri restano uniti e assolutamente impegnati a favore della piena e rapida attuazione dell'accordo di Parigi, rammentano la particolare responsabilità delle grandi economie, che rappresentano circa l'80% delle emissioni mondiali, e invitano tutti i partner a mantenere l'impulso generato nel 2015 per ottenere risultati positivi in occasione della COP 23 e della COP 24.

Il mondo potrà continuare a contare sulla leadership dell'UE nella lotta globale ai cambiamenti climatici, mantenendo l'aumento della temperatura media mondiale ben al di sotto di 2º C rispetto ai livelli preindustriali e proseguendo l'azione volta a limitare tale aumento a 1,5° C rispetto ai livelli preindustriali. Attraverso le sue politiche ambiziose in materia di clima e il sostegno continuo a quelli che sono particolarmente vulnerabili, l'UE eserciterà un ruolo guida al fine di creare economie forti e sostenibili che consentano di raggiungere, nella seconda metà di questo secolo, la neutralità rispetto ai gas a effetto serra e società resilienti al cambiamento climatico. L'UE e i suoi Stati membri sono i maggiori contributori dei finanziamenti relativi ai cambiamenti climatici e sono impegnati nell'attivazione della rispettiva quota dell'obiettivo fissato per i paesi sviluppati, ossia mobilitare congiuntamente, entro il 2020, 100 miliardi di dollari USA all'anno per l'azione per il clima nei paesi in via di sviluppo attraverso una varietà di fonti.

L'UE sta rafforzando a tal fine i suoi partenariati mondiali esistenti e continuerà a cercare nuove alleanze presso le più importanti economie mondiali fino agli Stati insulari più vulnerabili. I nostri partenariati includeranno il gran numero di imprese, regioni, città, cittadini e comunità che hanno espresso sostegno all'accordo di Parigi, su scala mondiale come negli Stati Uniti, e che stanno adottando azioni ambiziose a favore del clima.

Insieme attueremo l'accordo di Parigi perché è nostro interesse comune e nostra responsabilità comune. Consideriamo l'accordo di Parigi e la transizione verso basse emissioni di gas a effetto serra e resiliente ai cambiamenti climatici per quello che sono, ossia il motore di un processo irreversibile di crescita sostenibile per le nostre economie e la chiave per la protezione del nostro pianeta. L'UE è disposta a cooperare con tutte le parti a tal fine.
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