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Un regista per il produttore; Valdifiori e la sua favola calcistica

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Sembrava uno scherzo del destino ma 'fino a ieri' al Napoli di Aurelio De Laurentiis, produttore, mancava un regista. Ora, proprio grazie al destino è anche lui un azzurro: Mirko Valdifiori, ex centrocampista dell’Empoli, sponsorizzato e richiesto dal mister Maurizio Sarri, è un nuovo giocatore del Napoli.

La sua è la tipica favola calcistica: parte da Cesena (squadra alla quale, nel 2009, segnerà il suo primo goal tra i professionisti), passa per Pavia (grazie al padre che lo convince ad allontanarsi da casa), Legnano (dove, a causa di un grave infortunio, perde gran parte del girone di andata) ed Empoli (luogo nel quale si afferma e diventa capitano) e, solo a 29 anni, approda in una delle squadre più importanti del calcio italiano. «E’ ovvio che nella vita uno sogna sempre, sono quei sogni che ti permettono di non mollare mai e crescere bene. Già giocare in A è un sogno», disse con un pizzico di orgoglio. Adesso, nonostante tenga i piedi per terra, non si monti la testa e non dimentichi mai il suo passato, può esaudire il suo desiderio: calcare un campo importante al fianco di giocatori di caratura internazionale come Hamsik e Higuain, «lottare per traguardi importanti» e provare a «raggiungere grandi obiettivi» con la maglia azzurra addosso.

Sarri si fida di lui, tanto da aver deciso di affidargli le chiavi del centrocampo azzurro (che ha certamente passato un’annata eufemisticamente non facile): essere stato definito «uno dei centrocampisti più forti d’Italia» con una «rapidità di pensiero unica» da un allenatore preparato come il mister campano lo avrà sicuramente riempito d’orgoglio, tanto quanto il sondaggio emesso qualche giorno fa dal quotidiano spagnolo Marca che lo ha definito, grazie alla sua capacità di creare numerose occasioni da rete, una delle rivelazioni del campionato da poco concluso. Salvatore Campilongo, ex allenatore dell’Empoli, ha recentemente confermato le parole di Sarri, elogiando la «grande intelligenza» di Valdifiori «nel capire la giocata» e le sue ottime qualità sul campo.

Nonostante venga da un solo anno in Serie A e non sia più giovanissimo, il presidente De Laurentiis si fida di lui: «Il progetto è nato dal fatto che ho sempre chiesto a me stesso: perché non abbiamo un regista? Poi ho visto Valdifiori, che è sì un 29enne ma, per come gioca, mi sono detto che era l'italiano che faceva per noi». Mirko, da buon regista, ha come modelli Pirlo (a sua detta «il numero uno da 10-15 anni») e De Rossi, e ha sempre adorato un altro grande leader di centrocampo, Juan Sebastian Veron (anche fantacalcisticamente), provando ad imparare «le cose che faceva lui, tutt’altro che semplici» e imitandolo durante gli allenamenti. Valdifiori è stato spesso “accostato” a Pirlo: a Empoli, come dichiarato dall'ex ds della squadra, Pino Vitale, l’osservatore Roberto Tolomei lo segnalò come possibile acquisto dopo averlo scoperto a Legnano. «Mi colpì la sua bravura nel far girare la squadra e nel far correre la palla. Dopo Pirlo è il migliore in assoluto», ha dichiarato l’ex direttore, che acquistò il giocatore per la “modica” cifra di 500mila euro. Il calciatore, ultimamente, ha confermato la stima e l’ammirazione che ha per il "Mozart" juventino: «E’ il mio modello di riferimento fin da quando ero piccolo, un professionista esemplare. Ho sempre cercato di imparare qualcosa dal suo gioco, dal suo modo di fare il regista. Gli ho provato a rubare la giocata che fa spesso quando riceve dai difensori e senza guardare la gira agli attaccanti».

Recentemente Valdifiori ha esaltato pubblicamente il «boato impressionante» del San Paolo dopo un goal, «una roba da metterti in ginocchio».

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