UNA MANCANZA DI SOLIDARIETA'

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Cinque immigrati regolari ancora senza tetto dopo un crollo ad Afragola

Nella notte tra sabato e domenica, a causa anche della pioggia insistente, ad Afragola vi è stata una frana interna al palazzo sito in Via Arturo De Rosa n°3. I Vigili del Fuoco, intervenuti immediatamente, hanno evacuato due appartamenti, con cinque giovani immigrati regolari, con permesso di soggiorno, lavoro e contratto di fitto. La Protezione Civile Centro VER di Afragola si è immediatamente recata sul posto, assicurando la propria presenza ed assistenza, ma per la disponibilità della struttura alberghiera per il ricovero temporaneo di massimo 5 giorni, è indispensabile l’autorizzazione del Sindaco. Tuttora ancora non è giunta l’autorizzazione e da due giorni i giovani immigrati dormono presso amici connazionali e volontari. In mattinata una delegazione rappresentata dai cinque immigrati e alcuni presidenti di associazioni locali si è recata al comune e alla polizia Municipale, ma ancora nessuna risposta ufficiale è arrivata.Per il momento pare si stiano attivando solo per i lavori straordinari di ripristino della voragine. Ma anche questa notte i cinque immigrati dovranno restare fuori di casa senza nessuna assistenza, per questo Il CIRCOLO DEGLI UNIVERSITARI ha messo a disposizione la propria sede di Via Francesco Russo 55, sospendendo tutte le attività culturali dell’associazione, per trasformare il Teatro Cafè Cabaret in un ricovero provvisorio per i cinque giovani. “Questa è l’idea di Solidarietà di quest’ amministrazione comunale” dice Salvatore Iavarone presidente del Circolo degli Universitari “Restiamo sconvolti per tanta indifferenza, si usano due pesi e due misure solo perché in questo caso si tratta di giovani immigrati. Dove si ferma l’amministrazione arriviamo noi del mondo del volontariato, trasformeremo la sede della nostra associazione in una seconda casa per i giovani immigrati, ma restiamo sconvolti per quest’atteggiamento che non può passare inosservato. Chiediamo ai consiglieri comunali di portare questo caso in consiglio quanto prima”.

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