Tumori prostatici: arriva la chirurgia focale

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Arriva a Napoli la chirurgia focale per il trattamento dei tumori prostatici. I primi interventi del Mezzogiorno basati sull’utilizzo dell’innovativo farmaco “Tookad” sono stati effettuati nei giorni scorsi.

Tumori prostatici: una metodica fotodinamica mini-invasiva
La chirurgia focale del tumore alla prostata è una metodica fotodinamica mini-invasiva che sfrutta l’azione di un laser non termico e a bassa potenza che ha dimostrato una grande efficacia nel trattamento parziale di tumori allo stadio iniziale. Grazie alla capacità del laser di indurre, in tempi rapidissimi, un’occlusione vascolare, risulta possibile trattare tumori di piccole dimensioni entro il raggio d'azione di 5 mm dalle fibre ottiche stesse.

La chirurgia focale - spiega Vincenzo Mirone, Professore Ordinario di Urologia presso l'Università degli studi Federico II di Napoli - impiega un laser non termico a bassa potenza che uccide le cellule tumorali, preservando il tessuto sano circostante, tramite un processo di foto-attivazione. Le fibre laser vengono introdotte nella prostata attraverso la regione perineale e sotto la guida di un sofisticato sistema ecografico. Si utilizza, quindi, un farmaco denominato padeliporfina, capace di attivarsi solo nella parte della prostata illuminata dal Laser, preservando la funzionalità urinaria e sessuale. Tuttavia le indicazioni al trattamento sono molto precise, nel senso che non tutti i pazienti possono essere sottoposti a terapia focale: il tumore deve essere di bassa aggressività e deve essere localizzato esclusivamente in un solo lobo della prostata”.

Tumori prostatici: come funziona il trattamento "Tookad"
L’efficacia del trattamento “Tookad” è quattro volte superiore a tutte le altre metodiche di chirurgia focale. Questo nuovo trattamento brucia fino a necrotizzare le cellule tumorali, senza danni per i tessuti sani circostanti, ed è in grado di ridurre in modo significativo il successivo sviluppo di tumori di grado superiore, permettendo a molti pazienti di poter passare a un trattamento radicale (terapia chirurgica o radioterapia) in percentuali nettamente inferiori alla sorveglianza attiva: a 2 anni con probabilità del 7% vs 32% della sorveglianza attiva, a 3 anni del 15% vs 44 e a 4 anni del 24% vs 53 per cento.

Numerosi sono i vantaggi per i pazienti in termini di mantenimento della qualità di vita, anche in soggetti a rischio di progressione: dalla riduzione della durata dell'intervento (solo 1 ora e mezza), ai minimi tempi di recupero (entro 24 ore il paziente torna a casa), all’abbattimento degli effetti collaterali con quasi totale assenza di dolore post operatorio, minimi effetti sulla funzione urinaria e elevata possibilità di preservare sia l'eiaculazione che la potenza sessuale.

Tumori prostatici: il laser fotodinamico
L’uso del laser fotodinamico è stato approvato in oltre 31 paesi dell'Unione Europea (UE), oltre che in Israele. Tra i Paesi UE c’è anche l’Italia, dove l’innovativa chirurgia è in fase di partenza in diverse strutture private. Il farmaco non rientra nell’elenco delle procedure riconosciute e rimborsate dal Sistema Sanitario Nazionale, motivo per cui il trattamento, a oggi, può essere effettuato esclusivamente in regime privato.

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