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UNA RIQUALIFICAZIONE URBANA PER TUTTI: INTERVISTA AD ALDO POLICASTRO

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Recentemente vi abbiamo parlato del progetto di un Centro comunale di assistenza per i senza fissa dimora presso lo storico Albergo dei poveri (Palazzo Fuga) a Napoli.
Sullo stato di avanzamento dei lavori e su quella che sempre più si sta configurando come una sfida, lanciata all'amministrazione ma anche, sembra, a molti cittadini, abbiamo intervistato il dott. Aldo Policastro, magistrato e membro del Comitato per l'Albergo dei Poveri proponente il progetto.

Nel 2013 si tenne una delle ultime assemblee pubbliche, organizzate dal comitato,  alla presenza degli Assessori Gaeta e Piscopo. L'incontro si concluse con alcune promesse: l'orto urbano, simbolica riconquista di uno spazio abbandonato, e un cronoprogramma. Come si è evoluta la situazione?
L'orto urbano non è partito ancora. Secondo il Comune richiedeva un impegno di spesa enorme, perché il fondo è cementificato ed è necessario bonificarlo, anche perché ci sono anni e anni di sversamenti di oli e quant'altro dalle autovetture che erano nel cortile. Questo è stato uno dei motivi che ha bloccato l'orto urbano.
Il progetto nel suo complesso sta andando avanti. Dopo lunghe e difficili battaglie del Comitato abbiamo finalmente raggiunto la via della eliminazione dell'amianto individuato nel lotto di via Tanucci destinato al progetto. Uno spazio di circa 3 mila mq. Appena terminata l'eliminazione dell'amianto, il Comune ha assicurato che si procederà alla messa in sicurezza e alla ristrutturazione almeno di una parte del lotto.

In pratica non  si è neanche ancora ad un 50%?
Esatto, saremmo intorno a un 15%: sono stati liberati gli ambienti, l'amianto dovrebbe essere prossimamente eliminato. Ora si entra nella più delicata e difficile fase operativa, in cui si va a testare l'effettiva volontà di realizzare questo centro diurno e notturno. Chiaramente noi puntiamo a che il Comune si faccia carico di questa fase direttamente, comprendiamo che vi sono dei problemi finanziari e pensiamo, quindi, che il Comune con il Comitato possa chiedere alla cittadinanza di fare uno sforzo e sostenere l'iniziativa.

Nel 2013 l'Assessore Piscopo parlò di Enti privati interessati a finanziare il Centro. Sviluppi?
Al momento non abbiamo indicazioni su questo. Noi stiamo puntando su una cosa: che il Comune, il Sindaco in primis e tutta la Giunta, lanci la campagna per l'apertura del centro per i senza fissa dimora qui a via Tanucci facendo appello alla cittadinanza, affinché essa si faccia carico di questo progetto, affinché questo progetto resti in carico al Comune, quindi un'iniziativa pubblica, gestita dal pubblico.

Per quanto riguarda le risorse umane, che il Comune sa di dover ricollocare, che lavoro è stato fatto?
Abbiamo chiesto che venga costituito il Comitato di controllo e indirizzo, che è stato accettato dall'assessorato, così da avviare anche la progettazione in concreto dell'iniziativa. Poi abbiamo chiesto di individuare un nucleo iniziale di dipendenti, dirigenti, funzionari e impiegati, che si deve far carico della gestione del Centro ma su questo non abbiamo ricevuto una risposta e la discussione è ancora in corso.

Nel 2013 c'era un vulnus, mancava un atto formale che destinasse effettivamente il lotto F a questo progetto. È stato colmato?
Sì, in parte è stato colmato quando il Comune ha approvato la variante ai lavori di ristrutturazione utilizzando dei fondi destinati ad un'altra parte di questa struttura. In delibera è stato appunto indicato che venivano stornati e destinati quei fondi al lotto F perché il Comune aveva deciso strategicamente di individuare questo lotto come sede per il Centro diurno e notturno. Stiamo lavorando affinché venga approvata una delibera, e crediamo arrivi a breve in Giunta, che istituisca il Comitato di controllo e tutto il progetto nella sua parte descrittiva e operativa, ma c'è già una ufficialità dell'impegno nella destinazione d'uso dei fondi in delibera.

Cosa rispondete a quanti pensano che il vostro progetto sia incompatibile con un uso artistico-culturale di Palazzo Fuga?
Noi pensiamo che il nostro progetto di accoglienza non ostacoli alcunché anzi rientra proprio nel percorso di riqualificazione urbana sostenibile che prevede un’accoglienza civile di tutti, compresi i senza fissa dimora, per rendere civilmente fruibile da parte di tutti vaste porzioni della città di Napoli. Non è un caso che il progetto per Sfd da noi sostenuto prevede, e in altri progetti in verità non abbiamo visto analoghe previsioni, l’orto urbano cittadino aperto a tutti. L’Albergo dei poveri è un edificio con migliaia e migliaia di metri quadri disponibili, il nostro progetto ne dovrebbe occupare una “minuscola” parte con accesso da via Tanucci, anche chi ha paura della “contaminazione” per contiguità con gli ultimi è garantito! Noi abbiamo sempre sostenuto che l’Albergo dei poveri può divenire una “casa per tutti” per chi ama l’arte, per i giovani o per chi altri, tutti si integrano e possono convivere civilmente, la esclusione, con tutto il suo carico di problemi che si riversano in strada, non può che far aumentare il disagio e l’insicurezza sociale. Non bisogna dimenticare che la Storia, quella che molti vorrebbero ospitata attraverso l’arte nel palazzo Fuga, ci ha consegnato quell’edificio come destinato ai “poveri” non sarebbe una bella gestione di tale eredità la esclusione proprio dei destinatari del lascito.


(Seconda Parte – Fine)
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