Teatro Sannazaro - Il teatro di Napoli

Urban brain

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Obiettivo di Urban Solid è quello di portare la terza dimensione al writing attraverso opere con importanti messaggi sociali spesso critici e pungenti nei confronti della società contemporanea. Dietro a questo progetto artistico ci sono Riccardo e Gabriele, ex studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera da sempre accomunati da una forte passione per la scultura e per la street art. Le loro opere – calchi di gesso e cemento raffiguranti figure umane (Adamo ed Eva sono fra le loro installazioni più conosciute), pistole, televisori e altri svariati oggetti – si distinguono fin da subito nel panorama della street art dando nuova vita ai muri di molte città europee come Parigi, Lussemburgo, Londra, Torino e Milano e diventando protagoniste di diverse mostre e fiere d’arte.
 
La mostra “Urban Brain” presenta l’ultima serie di opere prodotte dal duo di artisti: originali sculture (75 cm x 95 cm) che hanno come soggetto principale il cervello – realizzato in resina – sormontato dal simbolo della connessione wi-fi. «Le bande della connessione wi-fi rappresentano il cervello pensante e pulsante: i nostri cervelli wireless urbani sono un’analisi di come gli uomini si stiano iperconnettendo tra loro, servendosi cioè della tecnologia come mezzo che permette di abbattere le distanze e di accorciare i tempi della comunicazione» chiariscono Riccardo e Gabriele.
«Internet e i social media hanno permesso nuove occasioni di visibilità per opere e artisti, ma potrebbero anche trasformarsi in forme di dipendenza: i cervelli solidi degli Urban Solid vogliono anche essere un monito a far sì che questo non accada» - spiega Daniele Decia, curatore della mostra.
 
“Urban Brain” rientra nel concept artistico del NYX Hotel Milan, che si distingue per essere il primo albergo in Italia a ospitare opere di street art di artisti che hanno fatto la storia del writing nazionale e internazionale e mostre, sculture, installazioni e video art di artisti emergenti selezionati da Iris Barak, curatrice della Dubi Shiff Art Collection di Tel Aviv, e dalla galleria di arte diffusa Question Mark Milano di Daniele Decia e Stefania Sarri.
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