Versi a Rocca Imperiale

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Il romano Umberto Di Pietro e la salernitana Simona Genta sono i nuovi vincitori dell’Estemporanea di Poesia dell’ottava edizione del festival “Il Federiciano” di Rocca Imperiale. Le due “gare poetiche” verso la conclusione dei nove giorni della rassegna, sono un appuntamento molto atteso tra i partecipanti. Gli autori hanno tratto ispirazione da una delle tre tracce proposte dalla commissione, per la creazione di un componimento, declamato poi davanti ad una giuria popolare.

Camminando in quei giorni nei vicoli dell’originale centro storico, contraddistinto dalle stele poetiche affisse alle facciate delle abitazioni, è usuale imbattersi in poeti che cercano ispirazione osservando le caratteristiche stradine del borgo, con salite, discese e scorci particolari, o che scrivono seduti sulle panchine o ai tavolini del bar.

Umberto Di Pietro ha avuto la meglio nella prima Estemporanea col toccante compimento dal titolo “Tristezza”. «Avevo già scritto una poesia sull’argomento Alzheimer, intitolata “A mia sorella” colpita da quel morbo - ha commentato l’autore -. Vincere il premio al “Federiciano”, che considero come la mia casa, è stata per me una grande soddisfazione. Mi è parso quasi di avergliela dedicata. Al momento della premiazione ho pensato a lei». Dopo di lui, sono arrivati la stessa Simona Genta (che si è classificata al secondo posto) e Ivano Mozzillo (terzo).

Nella seconda Estemporanea, vinta dalla Genta con il componimento “Rime e Strimpelli alla Corte del Re”, la filastrocca è stata elevata agli altri generi poetici, grazie al talento dell’autrice. Sono stati premiati nella stessa serata anche Pietro Casella (secondo classificato), seguito da Simonetta Ricasoli, in un clima di cordialità e di comune sentire, generato dalla forza trascinante della poesia. «La settimana a Rocca Imperiale è stata densa e intrisa di emozioni - ha dichiarato la Genta, commentando la sua partecipazione al festival -. Al di là dei gratificanti premi che mi hanno dato la giusta carica per continuare a scrivere il mio romanzo, ho sperimentato nuove e fruttifere amicizie».

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