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“Vivere, che rischio”. La lotta dello scienziato Maltoni contro la cancerogenesi ambientale

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Amianto, acetato di vinile, benzene, fibre di ceramiche, solventi e pesticidi sono solo alcune delle sostanze che il ricercatore scientifico Cesare Maltoni agli inizi degli anni ‘70 identificò come cancerogene.

Il film – documentario, distribuito da I Wonder Pictures in collaborazione con RAI Cinema, scritto e diretto da Michele Mellara e Alessandro Rossi, sarà in tutte le sale italiane a partire da novembre.

Il film “Vivere, che rischio”, è la storia appassionata e coraggiosa di un pioniere della ricerca scientifica che ha gridato per anni, al mondo intero, l’esito drammatico delle sue scoperte. “Attenzione riportiamo l’industria e la società dei consumi a un livello più accettabile per l’ambiente e la nostra salute” diceva il romagnolo Cesare Maltoni. Parole profetiche e quanto mai attuali.

Il film ripercorre la vicenda umana e lavorativa di uomo buono che ha dedicato 40 anni della sua esistenza alla lotta a favore del bene pubblico e della salute. Cesare Maltoni infatti è stato un pioniere nell’ambito della cancerogenesi ambientale e industriale e della prevenzione oncologica, ma è stato anche un grande lottatore che, osteggiato dalle potenti lobby delle industrie e dallo stesso mondo scientifico al quale apparteneva, si è battuto con tutte le sue forze a favore dell’ambiente e del bene comune.Con profondo dolore, Maltoni dirà in una intervista del film che l’indifferenza del mondo scientifico verso i suoi risultati si trasformava spesso in vera e propria ostilità difronte alla sua caparbietà nel sostenere gli effetti cancerogeni di un altissimo numero di sostanze con cui siamo a contatto quotidianamente.

Cesare Maltoni ha analizzato nel corso della sua ricerca circa 200 sostanze presenti nell’ambiente, in particolare in quello lavorativo. E’ stato il primo a dimostrare che il cloruro di vinile è un agente altamente cancerogeno sia per l’animale che per l’uomo;  è stato anche il primo a dimostrare che il benzene è causa di leucemie e che l’MTBE, usato nella benzina “verde” come detonante, è un altissimo cancerogeno e che la promessa di pulizia da parte dell’industria automobilista, altro non è che un grande bluff ai danni della gente. L’industria lo odiava, il mondo scientifico, sempre più coinvolto in interessi economici, lo isolava; solo il suo fedele team di biologi e le persone comuni gli dimostrarono affetto e riconoscimento. Cesare Maltoni infatti è stato il primo, negli anni’70, quando la lotta ai tumori era pioneristica, a comprendere l’importanza salvifica della prevenzione. Insieme al PCI che governava Bologna, lanciò la prima campagna in Europa e nel mondo di screening di massa sulle donne per la prevenzione del tumore alla cervice.

Vivere, che rischio” ripercorre, attraverso testimonianze, foto d’archivio, interviste e materiale di Casa Maltoni,la storia di una lunghissima ricerca scientifica che grazie alla caparbietà del suo pioniere ha portato oggi, il mondo intero, ad una maggiore consapevolezza di quanto l’industria, la chimica e l’attuale modello industriale danneggino la nostra vita. Un film tenero e appassionante da non perdere, che con dolcezza ed estrema delicatezza, racconta la solitudine umana di una grande uomo,Cesare Maltoni, apprezzato e supportato, purtroppo, molto più all’estero che in Italia. Un film insomma, da non perdere, che tocca temi attualissimi e di grande interesse pubblico.

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