WWF: un'economia più attenta al benessere

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"Oltre il PIL a passi lenti, ma, speriamo, finalmente decisi", questo il commento del WWF  all'introduzione degli indicatori del BES ("Benessere Equo e Sostenibile") nel documento di Economia e Finanza: "In Italia finalmente si sta cominciando concretamente ad andare oltre il PIL, oltre alle stime puramente quantitative della ricchezza nazionale  riconoscendo a pieno titolo la sostenibilità ambientale prevista sin da 2009 dalla riforma della finanza pubblica e dopo la riflessione avviata nel 2010 sulla necessità di integrare gli indicatori di benessere avviato dall'ISTAT.

Il WWF è stato presente attivamente nel Comitato di Indirizzo CNEL-ISTAT per l’elaborazione del BES (Benessere Equo e Sostenibile) sin dalla sua istituzione nel 2010 che poi ha portato alla redazione dei rapporti che si sono succeduti dal 2013 ad oggi. Ci auguriamo che  non ci vogliano anni anche per riconoscere pienamente il capitale naturale nei nostri strumenti di programmazione economico-finanziaria per il quale, ai sensi della legge 221/2015, è stato costituito un apposito Comitato per il Capitale Naturale che ha prodotto il primo Rapporto sullo stesso nel nostro paese, consegnato poi dal ministro dell’ambiente Galletti al Presidente del Consiglio Gentiloni e al ministro dell’Economia e Finanza Padoan lo scorso 28 febbraio.

Se non si tiene conto del valore della natura e dei servizi che essa fornisce gratuitamente e quotidianamente alla salute umana (dall’argine ai fenomeni di erosione del suolo al mantenimento dei cicli idrici, dal contenimento di molti inquinanti ai processi di fotosintesi, dalle capacità di adattamento ai cambiamenti climatici alla stessa composizione chimica dell’atmosfera,  ecc.) non abbiamo la possibilità di garantire il nostro stesso futuro e benessere”, ha dichiarato Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia.
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