Yemen: Save the Children, i bambini ancora a rischio

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A Hoideida 170.000 bambini rischierebbero di perdere la vita o essere feriti nel caso in cui la coalizione saudita e le forze anti-huthi provassero a prendere il porto della città, provocando un’escalation di violenza che potrebbe causare il più ampio sfollamento dal 2015 e condurre lo Yemen verso una carestia interamente generata dall’uomo. Lo denuncia Save the Children, l’Organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro.

I bambini di Hodeida - città densamente popolata dove qualsiasi attacco causerebbe quasi certamente una grossa perdita di civili - sono già tra i più duramente colpiti dal conflitto. Nei tre distretti che compongono la città, oltre 14,000 minori quest’anno potrebbero soffrire di malnutrizione grave acuta. Nel caso di un attacco al porto della città, il quale causerebbe l’aumento di sfollati e la riduzione delle importazioni di cibo [3], il numero di bambini che muoiono per ragioni riconducibili alla fame potrebbe crescere.

In Yemen circa 1.8 milioni di bambini già soffrono di malnutrizione acuta; di questi quasi 500.000 hanno meno di cinque anni, sono affetti da malnutrizione grave acuta e moriranno nel caso in cui non ricevessero assistenza urgente.

Non c’è tregua per i bambini dello Yemen: se non vengono uccisi o mutilati dalle bombe, vivono sotto la minaccia costante di fame estrema e malattie quali colera e dissenteria” ha dichiarato Tamer Kirolos, Direttore di Save the Children in Yemen. “Un’intensificazione dei combattimenti a Hodeida, per provare a prendere la città e il porto, ucciderà la prospettiva di un dialogo di pace nel breve termine e condannerà i bambini dello Yemen a una miseria ancora maggiore”.

La comunità internazionale deve usare la sua influenza per aiutare a prevenire ogni ulteriore escalation del conflitto” ha concluso Kirolos. “I bambini intrappolati a Hodeida non sanno dove scappare, né dove ripararsi dalle bombe che potrebbero colpire le loro case e scuole. Sappiamo, per esperienza, che quando le bombe vengono gettate su aree popolate un’ampia maggioranza dei feriti sono civili. I bambini sono i più vulnerabili e pagheranno il prezzo più alto per l’assalto alla città. Tutti gli attori coinvolti nel conflitto saranno da biasimare”.

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