Una saccatura particolarmente dinamica ha raggiunto l’Europa occidentale già nelle scorse giornate, provocando violenti fulmini, temporali e fenomeni vorticosi nel nordest della Spagna e nel sud-ovest della Francia. Lunedì il forcing in quota si è ulteriormente intensificato e l’episodio ha assunto una dimensione eccezionale. Davanti a questo sistema era presente una massa d’aria molto calda e umida sul sud della Francia e sul Mediterraneo occidentale. L’arrivo di aria più fresca in quota ha accentuato il gradiente termico verticale, generando una forte instabilità atmosferica. Allo stesso tempo, il wind shear verticale, sia in intensità sia in direzione, ha raggiunto valori molto elevati, permettendo ai temporali di organizzarsi in strutture persistenti e longeve.
Record di fulmini in 24 ore, anche l’Italia coinvolta?
Violente tempeste hanno causato gravi interruzioni operative in diverse regioni d’Europa.
Tra gli impatti più significativi registrati in Italia:
- Temporali particolarmente intensi tra Liguria, Toscana e Piemonte.
- Raffiche di vento e intensa attività elettrica accompagnate da fenomeni convettivi severi.
- Danni causati da un tornado a Pomas (Francia).
- Piogge torrenziali e allagamenti locali che hanno colpito infrastrutture e attività economiche.
- Nelle zone colpite sono state segnalate migliaia di interruzioni di corrente.
- Interruzioni e complicazioni nei trasporti stradali e ferroviari.
- Disagi al traffico aereo negli aeroporti a causa della tempesta.
- Incendi causati da fulmini nel sud della Francia, tra cui incendi di vegetazione e diversi episodi che hanno interessato abitazioni.
Prevenzione e anticipazione
Questo evento evidenzia ancora una volta l’importanza della prevenzione e dell’anticipazione. Molti temporali responsabili di incidenti e danni possono essere anticipati grazie ai sistemi di rilevamento dei fulmini, spesso con oltre 30 minuti di anticipo rispetto ai primi impatti su un sito o un’area operativa. Per questo motivo, numerose organizzazioni e federazioni europee hanno già integrato sistemi di monitoraggio e allerta temporalesca nei propri protocolli operativi e di sicurezza.
Le parole dell’esperto
La domanda sorge spontanea: perché grandine e tornado si verificano spesso insieme? Leggiamo, quindi, le parole di Joris Royet, Responsabile Progetti Meteo, Meteorage: “La grandine di grandi dimensioni e i tornado non sono fenomeni indipendenti. Entrambi sono associati allo stesso tipo di temporale: la supercella. Quando il vento aumenta d’intensità e cambia sensibilmente direzione con la quota, come accaduto durante questo episodio, la corrente ascensionale del temporale inizia a ruotare formando un mesociclone. Questa organizzazione separa le correnti ascensionali dalle precipitazioni, consentendo al temporale di mantenersi attivo per diverse ore, mentre un temporale ordinario tende a dissiparsi in meno di un’ora. Da qui derivano gli altri fenomeni osservati. In una corrente ascensionale intensa e persistente, i chicchi di grandine restano sospesi più a lungo e continuano a crescere fino a quando il loro peso supera la forza ascensionale. Più intensa è la corrente ascensionale, maggiore sarà il diametro della grandine. I tornado, invece, si sviluppano a partire dalla cizallatura dei venti nei bassi strati dell’atmosfera, che genera una rotazione orizzontale. La corrente ascensionale inclina questa rotazione in verticale e la estende verso il suolo, restringendo il vortice e aumentando la sua velocità di rotazione. Il tornado si sviluppa solo se la base della nube è relativamente bassa e se l’aria rimane umida fino al suolo, condizioni pienamente soddisfatte durante il passaggio di queste supercelle.”
Foto di Kostas Dimopoulos: https://www.pexels.com/it-it/foto/meteo-alberi-fulmine-cielo-grigio-9943582/
























