Oggi ricorre un mese dal lancio della “Gaza Humanitarian Foundation” (GHF), un sistema di distribuzione militarizzato messo in atto da Stati Uniti e Israele, nel quale 516 persone sono state uccise nel tentativo di raggiungere i punti di distribuzione degli aiuti. ActionAid esprime profonda indignazione per la devastazione continua causata da questa operazione, che ha trasformato quella che dovrebbe essere un’azione umanitaria in una trappola mortale per la popolazione di Gaza.
Le preoccupazioni di ActionAid
Questo schema, per ActionAid, è totalmente inaccettabile e viola i principi umanitari fondamentali di imparzialità, neutralità e indipendenza. La sede di Nuseirat dell’ospedale Al-Awda si trova a pochi chilometri da uno di questi punti di distribuzione. I soldati israeliani hanno aperto il fuoco sui palestinesi che cercano di accedere al cibo e l’ospedale continua a ricevere un flusso costante di feriti.
Il dottor Mohammed Salha, direttore ad interim dell’ospedale Al-Awda, ha dichiarato: “Ogni giorno riceviamo feriti e morti provenienti da quella che è definita ‘area umanitaria’, dove sono distribuiti gli aiuti. Ma non è un’area umanitaria; è un luogo dove la gente muore. È una trappola per le persone, per farle poi morire lì.”
Rispettare il diritto internazionale umanitario
Le autorità israeliane devono rispettare il diritto internazionale umanitario e garantire soprattutto un accesso sicuro e senza ostacoli agli aiuti salvavita destinati alla popolazione di Gaza. Le zone militarizzate, gestite da appaltatori armati, non possono sostituire un sistema umanitario efficace.
Riham Jafari, coordinatrice Advocacy e Comunicazione di ActionAid Palestina, ha dichiarato: “Mentre l’attenzione del mondo si sposta sul conflitto in escalation tra Stati Uniti, Israele e Iran, Gaza è dimenticata. Persone disperate in cerca di cibo sono costrette a percorrere lunghe distanze per entrare in zone pesantemente militarizzate, dove sono accolte dalla violenza. Questo non è un intervento umanitario. È una trappola mortale. La popolazione di Gaza ha bisogno di aiuti, non di trovarsi sotto il fuoco incrociato.”
Foto di hosny salah da Pixabay























