Diretto da Maxim Derevianko, il film sarà proiettato in anteprima nazionale al festival fiorentino come proiezione speciale
“AI WEIWEI’S TURANDOT”, il potente documentario che racconta il debutto alla regia operistica del celebre artista e attivista cinese Ai Weiwei, sarà presentato come evento speciale alla 66ª edizione del Festival dei Popoli, la più importante manifestazione internazionale dedicata al cinema documentario in Italia e la più antica in Europa, in programma a Firenze dall’1 al 9 novembre 2025.
Diretto da Maxim Derevianko, il film sarà proiettato in anteprima nazionale al festival fiorentino come proiezione speciale all’interno della sezione Doc Highlights in data martedì 4 novembre ore 21:00 presso il cinema La Compagnia alla presenza del regista Maxim Derevianko, della produttrice italiana Marta Zaccaron e della produttrice americana Christine La Monte.
“AI WEIWEI’S TURANDOT” segue l’artista di fama mondiale Ai Weiwei alle prese con la messa in scena della Turandot al Teatro dell’Opera di Roma, trasformando il capolavoro pucciniano in una potente piattaforma artistica e politica e utilizzando la vicenda come sfondo per affrontare molte questioni che affliggono l’umanità.
Attraverso immagini inedite, momenti di creazione scenica e profonde riflessioni personali, “AI WEIWEI’S TURANDOT” diventa un viaggio tra arte, attivismo e memoria collettiva, in un momento storico segnato da crisi globali e ridefinizioni culturali.
“Che cos’è l’arte? E perché ne abbiamo bisogno?” Queste sono le domande centrali che emergono nel film, girato tra il 2020 e il 2022, in un contesto sconvolto dalla pandemia da Covid-19 che ha colpito duramente il mondo dell’arte e della cultura. Il documentario evolve così da cronaca di un processo creativo a riflessione universale sul valore e sul ruolo dell’arte nei momenti di crisi.
Ai Weiwei – figura iconica della libertà d’espressione e della denuncia sociale – si confronta con l’universo simbolico e controverso di Turandot, restituendo un’opera lirica profondamente contemporanea. Come sottolinea la coreografa Chiang Ching, presente nel film e collaboratrice di lunga data dell’artista, Turandot diventa specchio della stessa vita di Ai Weiwei: una narrazione fatta di resistenza, identità e ricerca di verità.
«Conoscevo Ai Weiwei come un simbolo della libertà di parola» – racconta il regista Maxim Derevianko – «un attivista per i diritti umani, un rivoluzionario che usa l’arte in tutti i suoi mezzi come strumento provocatorio per trasmettere il suo personale messaggio pieno di umanità al mondo. Mettere in scena quest’opera non significava semplicemente aprire il sipario e far suonare la musica per qualche ora» – conclude – «ma trasmettere un messaggio d’amore, di libertà di espressione e, infine, che gli artisti sono combattenti, attivisti e simboli di questi valori, come tutte le opere di Ai Weiwei.»
“AI WEIWEI’S TURANDOT” è una produzione Incipit Film e La Monte Productions, in associazione con AC Films, White Feathers Films e Homemade Entertainment LLC, con il sostegno di Fondo Audiovisivo FVG, Io Sono Friuli Venezia Giulia e Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma.
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