Ogni giorno gli operatori umanitari rischiano la loro vita per salvarne altre. Ogni singolo giorno, da oltre 25 anni, in media, almeno un operatore umanitario è ucciso, ferito, rapito o detenuto mentre svolge il proprio lavoro.
Aiuto umanitario: le difficoltà degli operatori
Secondo i dati di Save the Children, diventare operatore umanitario è sempre più pericoloso, con rischi in aumento anno dopo anno, nonostante il diritto internazionale vieti gli attacchi contro di loro:
- Secondo gli ultimi dati dell‘Aid Worker Security Database (AWSD), dal 2000 sono stati registrati oltre 8.500 attacchi gravi contro operatori umanitari. In media, ogni giorno un operatore umanitario è stato ucciso, ferito, rapito o arrestato, e il 2025 è sulla strada per diventare l’anno più letale di sempre per gli operatori umanitari.
Francesco Lanino operatore umanitario da ormai 25 anni ci racconta la sua vita, tra contesti di guerra e di crisi, dove non si spegne mai la speranza per un offrire un futuro migliore ai bambini e alle bambine.
8.500 attacchi contro gli operatori umanitari
Si contano oltre 8.500 attacchi gravi contro operatori umanitari da oltre 25 anni, un dato che riflette una realtà allarmante: la promessa di protezione prevista dal diritto internazionale umanitario è stata infranta. Il nostro lavoro è sempre più sottofinanziato, messo a dura prova e sotto attacco. Non si può accettare un mondo in cui chi salva vite umane sia preso di mira proprio per questo.
Il 2024 è l’anno più letale mai registrato per gli operatori umanitari, con 383 persone uccise, di cui circa 172 solo nei primi otto mesi dell’anno. Questa escalation di violenza ha spinto l’Australia, insieme ad altri paesi, a promuovere la Dichiarazione sulla protezione del personale umanitario, ribadendo l’impegno della comunità internazionale a invertire questa tendenza.
Tuttavia, il 2025 si sta avviando a diventare ancora più tragico, con 265 operatori umanitari uccisi fino ad oggi — un aumento del 54% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo i dati provvisori dell’AWSD. Questo incremento è dovuto in larga parte alla guerra a Gaza, dove le forze israeliane hanno ucciso 173 operatori umanitari solo quest’anno, superando il numero totale delle vittime a livello globale registrato nel 2022.
Negli ultimi cinque anni, la maggior parte degli attacchi si è concentrata nel Territorio Palestinese Occupato, in Sudan e in Sud Sudan, rendendo questi contesti tra i più pericolosi al mondo per chi opera in ambito umanitario.
Per gli operatori umanitari, le richieste di Save the Children
“I leader mondiali hanno ascoltato e firmato la Dichiarazione e poi hanno distolto lo sguardo mentre il numero delle vittime continuava a salire. Le leggi sono chiare. Gli attacchi contro gli operatori umanitari sono crimini di guerra e i crimini di guerra non devono rimanere impuniti. Non servono altre dichiarazioni se non sono applicate o se non sono firmate da tutti i paesi. Abbiamo bisogno di azioni concrete e di responsabilità per indagare, perseguire e porre fine al ciclo di impunità” dichiara Inger Ashing, Amministratrice delegata di Save the Children International.
Invitiamo tutti i governi a garantire che i responsabili siano assicurati alla giustizia. Inoltre, chiediamo che tutti i governi approvino la Dichiarazione sulla protezione del personale umanitario promossa dall’Australia durante la Settimana di Alto Livello dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite che si terrà a settembre, al fine di dimostrare l’impegno globale a proteggere gli operatori umanitari e a far rispettare le leggi di guerra.


























