Dal 28 luglio al 2 agosto 2025, il Faro di Napoli si trasforma in un palcoscenico unico sospeso sul mare per celebrare la città e ricordare i 30 milioni di emigranti italiani.
Tra il 1860 e il 1960 il porto di Napoli, insieme ad altri porti italiani, ha visto partire per “terre assai luntane” tanti, troppi dei suoi figli, in cerca di lavoro e condizioni di vita accettabili. Addii struggenti e quasi sempre definitivi separavano gli affetti e mariti e mogli, genitori e figli si tenevano simbolicamente legati da un filo di lana grezza, fino al momento della partenza, quando il filo si spezzava lasciando le due metà nelle mani di chi restava e di chi partiva con la speranza di riannodarle in un futuro non troppo lontano.


Da queste suggestioni, dal racconto del gomitolo che si srotolava dalle navi, è nato il primo “Al Faro Festival”, curato da Laura Valente, direttrice artistica del Festival e di Napoli 2500.
E agli emigranti, che partivano dal Molo di San Vincenzo guardando per l’ultima volta Il Faro e la Statua di San Gennaro, è dedicata la rassegna che ha visto esibirsi ieri, 31 agosto, Beppe Barra col concerto: “Lu sole, li tutchi e la luna”.
Beppe Barra ha ospitato e duettato con Flo, cantautrice, attrice e autrice, tra le più eclettiche e versatili della nuova generazione di artisti napoletani; con Lalla Esposito, attrice e cantante con la quale ha divertito il pubblico interpretando il « Duetto dei gatti » che era solito cantare con la madre, Concetta. É stata poi la volta dell’amatissima Lina Sastri, intensa interprete della canzone napoletana nonché attrice tenuta a battesimo da Eduardo; ha poi duettato con Enzo Gragnaniello, meraviglioso poeta, forse l’ultimo della nostra rinnovata tradizione, ed infine con l’atteso Vinicio Capossela, cantautore tra i più amati e internazionalmente riconosciuti.
Con Vinicio, Barra, ha interpretato brani del compianto maestro De Simone e l’intima e originale, “La Madonna delle Conchiglie”. La canzone è dedicata da Capossela a Santa Restituta, arrivata a Ischia da lontani lidi africani e a essa “restituita dal mare”.


Nella volontà del sindaco Manfredi, “aprire alla città un luogo simbolico come il Faro del Molo San Vincenzo significa consolidare un legame profondo, quello tra Napoli e il suo mare, tra la memoria dei nostri avi e l’accoglienza dei nuovi migranti”, progetto reso possibile dalla fondamentale collaborazione dell’Autorità di sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, della Marina Militare che ha aperto le “porte” del molo agli spettatori.
Il festival continuerà stasera, 1 agosto. Protagonisti FicuFresche, La Niña, Raül Refree, saranno protagonisti dei tre momenti che compongono “Murmuriata”, una festa di voci e mondi perduti.
Si chiuderà venerdì 2 agosto con un eccezionale concerto all’alba di musica popolare “Suonare il mare”, con mandolini e liuti. Saluteranno il giorno che nasce Lello Giulivo, Mauro Squillante e la Napoli Mandolin Orchestra.
Perfetta l’organizzazione con pulmini messi a disposizione del pubblico, acqua minerale distribuita gratuitamente e la gentile accoglienza degli addetti ai lavori.
Ci piacerebbe assistere al concerto conclusivo, ma chi ce la fa ad alzarsi all’alba? I giovani, si spera!






















