Uno spazio suggestivo, l’Arco Catalano, gioiello architettonico del XV secolo, nel cuore del centro storico di Salerno. In scena Cassandra, la sacerdotessa di Apollo, nell’interpretazione straordinaria dell’attrice Tina Agrippino e con lei gli attori-allievi dello stage intensivo di Scena Teatro. Un’immagine potente che prende vita attraverso la regia acuta e visionaria di Antonello De Rosa, con la direzione organizzativa di Pasquale Petrosino.
Ritorna il grande appuntamento annuale promosso dalla direzione artistica di Scena Teatro, con il teatro esperienziale: uno stage intensivo, 8 giorni, 30 ore, per costruire lo spettacolo “Cassandra. Visioni e Dolori” che debutterà il prossimo 26 settembre 2025 all’Arco Catalano di Salerno (via Mercanti 67, Palazzo Pinto), con il Patrocinio della Provincia di Salerno.
Cassandra
Dalla mitologia classica ai giorni nostri: è un viaggio che ripercorre l’umanità di una delle figure femminili più complesse della storia, fino a toccare le emozioni più contrastanti e le conflittualità della contemporaneità: la solitudine, l’incomprensione, le urla di dolore di Gaza e della Palestina.
«Ogni anno mi dedico ad una figura della tragedia greca per lo stage intensivo. Mi intriga molto l’universo femminile: lo scorso anno Circe, ma mai come in questo momento storico Cassandra. Lei, la profetessa di Troia, la non creduta nonostante la sua capacità di prevedere il futuro, simbolo della saggezza inascoltata – esordisce l’attore e regista, fondatore di Scena Teatro, Antonello De Rosa – A quanti di noi accade di non essere compresi, di non essere capiti. Partiamo dal mito greco, per affrontare sentimenti di impotenza, sfiducia, isolamento, fino ad arrivare all’indifferenza.
Cassandra è la preveggente, la principessa, ma è anche una donna delusa dalla vita e dall’amore. Forse era innamorata di Apollo, l’uomo ideale, ma si ritrova con Agamennone, l’uomo di cui si deve accontentare. È, inoltre, una deportata che si deve adattare ad un luogo non suo, in cui qualcuno ha deciso per lei. Quanto è attuale? Anche rispetto a tutto ciò che sta accadendo nel mondo a Gaza in Palestina? È una catena in cui tutto si ricollega alla tragedia del mito greco. È un attraversamento veloce di secoli e di condizioni esistenziali. Lungo il filo tragicomico si impone la solitudine come elemento dominante dei personaggi».
Idea narrativa
L’idea narrativa di Antonello De Rosa introduce anche un passaggio di Dacia Maraini. A conferire maggiore fascino e sfumature a Cassandra interviene la partecipazione di una guest straordinaria, l’attrice Tina Agrippino.
«Tina è un’attrice incredibile, sono orgoglioso che abbia accolto il nostro invito. Lavora tantissimo con Ozpetek, in genere è sempre molto impegnata. Le ho inviato un copione, lei è rimasta catturata, mi ha richiamato dopo un paio di giorni chiedendomi “Quando lo facciamo?” – racconta il regista – Un regalo e un riconoscimento straordinario per tutti noi e soprattutto per i ragazzi».
Stage
Lo stage di 30 ore parte dall’analisi del testo alla costruzione del personaggio, fino alla realizzazione e alla messa in scena di una performance di 50 minuti.
Otto giorni, 30 ore, 50 minuti di spettacolo, 23 attori esordienti con una piccola esperienza già maturata con un laboratorio aperto, come sempre, a tutte le diverse abilità.
Un lavoro corale, impegnativo, denso, che venerdì 26 settembre 2025 si tradurrà in tre repliche consecutive, a causa degli spazi esigui che non riescono ad accogliere più di 60 spettatori, sarà possibile scegliere tra tre fasce orarie: alle ore 18:30, alle 20:30 e alle 22.


























