L’Amleto² di Filippo Timi (in scena al Teatro Bellini di Napoli) è un circo, un cabaret pop bizzarro e vitalissimo, lontano dalla sofferenza del Bardo shakespeariano, irriverente, spesso divertente e di grande impatto visivo grazie ai costumi ora opulenti, ora ironici o sgargianti da avanspettacolo, mai banali.
Parliamo di Amleto²
Questo Amleto², scritto e messo in scena da Timi nel 2010, è cinico, a tratti crudele, di sicuro viziato e annoiato, con poca voglia di vendicare il padre e non più innamorato di Ofelia. È un Amleto² che desidera sottrarsi al suo ruolo scritto e immutato nel tempo, per vivere liberamente e, forse, per esorcizzare la morte, unica certezza dell’uomo fin dalla nascita. Un clown che con lo sberleffo e la destrutturazione della tragedia, tiene lontano la sofferenza. I personaggi agiscono dietro le sbarre di una gabbia da circo, occupata da balle di fieno e da un trono davvero troppo grande, occupato, nel finale, da un enorme Puffo a sbeffeggiare un potere dalle enormi pretese.



Sembianze e fantasmi
Il fantasma del padre ha le sembianze di una Marilyn bianco vestita, squinternata ed esilarante, condannata a recitare sempre se stessa come Amleto²? – interpretata dalla deliziosa e versatile Marina Rocco che dà corpo e voce anche alla più spietata e insaziabile regina madre, Gertrude.
Dialogo col pubblico
L’Ofelia di Elena Lieti è straniata, forse incredula, incinta e segna coi suoi monologhi i momenti più tristemente seri dello spettacolo. Al poliedrico Gabriele Brunelli spetta doppiare Amleto² in una versione più seria e tradizionale ed essere presente più volte e diversamente in scena, mentre il gran Puffo gigante è di Mattia Chiarelli. Gli attori dialogano col pubblico e si ride insieme, gli applausi sottolineano molti momenti dello spettacolo e diventano allegramente lunghi ed entusiasti alla fine.
Si replica al Teatro Bellini, fino al 4 ottobre.
Credits Foto: Annapaola Martin


























