L’espressione “aumma aumma” appartiene al dialetto napoletano e viene usata per indicare qualcosa che avviene di nascosto, sottobanco, senza troppa trasparenza. In italiano potrebbe essere resa con formule come “di soppiatto”, “alla chetichella” o “sotto banco”. Spesso porta con sé una sfumatura ironica o critica: descrive accordi non dichiarati, favori reciproci, piccole furbizie quotidiane più che veri e propri reati, anche se talvolta può alludere a pratiche più gravi.
Le origini linguistiche
Dal punto di vista etimologico, “aumma aumma” è una tipica ripetizione rafforzativa del parlato meridionale, simile a molte altre forme espressive del napoletano. La ripetizione serve a dare ritmo e intensità alla frase, sottolineando l’idea di segretezza e complicità. Non esiste un’origine documentata univoca, ma l’espressione si è diffusa nel linguaggio popolare proprio perché immediata, sonora e facilmente riconoscibile.
Un riflesso della cultura urbana
Napoli, come molte grandi città storiche, ha sviluppato nei secoli un lessico ricco di sfumature per descrivere le dinamiche sociali quotidiane: relazioni personali, scambi di favori, astuzie per cavarsela in situazioni complicate. “Aumma aumma” si inserisce in questo contesto culturale, raccontando un modo di vivere basato sull’adattamento, sull’ingegno e talvolta su una certa diffidenza verso le regole ufficiali, percepite come lontane o oppressive.
Uso contemporaneo e nei media
Oggi l’espressione non è confinata solo al dialetto stretto: compare spesso in articoli giornalistici, talk show e commenti politici, soprattutto quando si vogliono denunciare manovre poco chiare o accordi presi lontano dai riflettori. Proprio grazie alla sua forza evocativa, “aumma aumma” è diventata comprensibile anche fuori dalla Campania, entrando nel lessico colloquiale nazionale come simbolo di pratiche opache.
Tra ironia e critica sociale
Non sempre chi usa “aumma aumma” intende accusare qualcuno di comportamenti gravissimi. Spesso il tono è scherzoso, riferito a piccole strategie quotidiane: un amico che ottiene un favore grazie a una conoscenza, un commerciante che fa uno sconto “speciale” senza pubblicizzarlo troppo. Tuttavia, quando il contesto è politico o economico, la parola assume un peso diverso e diventa una vera e propria critica sociale, evocando corruzione, clientelismo e mancanza di trasparenza.
Perché continua ad affascinare
La fortuna di “aumma aumma” sta nella sua capacità di racchiudere in due sole parole un intero mondo di relazioni informali e zone d’ombra. È un esempio di come il dialetto sappia essere preciso e colorito, offrendo immagini vivide che spesso l’italiano standard fatica a rendere con la stessa efficacia. Per questo motivo continua a essere usata, studiata e citata: non solo come curiosità linguistica, ma come specchio di una realtà sociale complessa e in continua evoluzione.
Immagine di copertina: DepositPhotos


























