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Campi Flegrei, approfondimento sull’ultimo sciame sismico

Lo sciame sismico ha avuto inizio alle ore 6:39 del 5 Giugno ed è stato caratterizzato da 24 terremoti con magnitudo Md ≥ 0.0 (24 localizzati)

Come da comunicato di fine sciame, emesso dall’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV-OV) alle ore 23:38 del 5 giugno, lo sciame sismico ha avuto inizio alle ore 6:39 ed è stato caratterizzato da 24 terremoti con magnitudo Md ≥ 0.0 (24 localizzati) e con magnitudo massima Md = 3.2 ±0.3. Di questi, solo 11 hanno avuto Md > di 1 e sono avvenuti quasi tutti in località Solfatara-Pisciarelli a una profondità compresa tra 2 e 3 km.

Approfondimento sull’ultimo sciame sismico

Come di consueto, è pubblicata anche la mappa delle accelerazioni al suolo per l’unico evento di magnitudo 3.2 citato, dalla quale si evince che il massimo scuotimento è avvenuto in area epicentrale, con valori di accelerazione di picco pari al 18% g, in rapida attenuazione verso la periferia della caldera e con valori trascurabili già a partire da 3 km dall’area epicentrale. La mappa è prodotta utilizzando le registrazioni della rete accelerometrica dell’Osservatorio Vesuviano e della rete RAN (Rete Accelerometrica Nazionale) del Dipartimento della Protezione Civile (DPC). Né prima né durante lo sciame sono rilevate significative variazioni dei parametri geochimici e geodetici misurati.

Cosa dice l’INGV

L’INGV-OV sta dedicando un impegno strategico e costante al potenziamento e all’ammodernamento delle reti di monitoraggio multiparametrico su tutti i vulcani napoletani, con importanti attività focalizzate non solo sulla caldera Flegrea, ma anche sul Vesuvio e ai Campi Flegrei. Questo sforzo mira ad estendere e migliorare la capacità di rilevamento e analisi degli eventi sismici non solo nelle aree prossime alla caldera, ma anche in quelle più distanti, garantendo una copertura capillare e una comprensione approfondita dello scuotimento al suolo durante eventi sismici sia locali sia di origine remota.

Tutto ciò anche al fine di assicurare una sempre più efficace risposta alle istituzioni preposte alle azioni di protezione civile e di contribuire alla salvaguardia dell’enorme patrimonio culturale dell’area napoletana.

La prima installazione riguarderà l’area archeologica di Pompei, dove sono già in corso studi geologici e geofisici, nell’ambito di una importante convenzione tra l’INGV e il Parco Archeologico di Pompei.

Immagine di copertina: DepositPhotos

Mario Tortoriello

Cerco di unire la passione per la scrittura e la comunicazione con l'impegno sociale ed attività nel terzo settore. In tasca la mia laurea in Scienze Politiche alla Federico II. Appassionato di fumetti, videogiochi e cinema di genere. Tifosissimo del Napoli e appassionato di calcio e sport. Cinque Colonne è per me una grande palestra per apprendere e praticare ogni giorno questo meraviglioso mestiere.

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