Come Acqua Nel Deserto, realizzato da Maria Letizia Borgia e Gianni Tortoriello, continua a parlarci della sostenibilità relazionale
Come Acqua Nel Deserto: L'energia relazionale, come si crea e come si trasforma
Avendo parlato di positivo e negativo come parti di un processo — e non come qualcosa da evitare — è importante chiarire quali relazioni ci svuotano e, soprattutto, che cosa genera questo svuotamento.
Ogni relazione può nutrire oppure drenare energie. È una questione di economia delle relazioni, uno dei principi fondamentali della sostenibilità personale. Ogni legame comporta un dispendio emotivo, sentimentale, di tempo e di spazio. Si tratta di veri e propri investimenti, e come tali richiedono attenzione, consapevolezza e misura.
Per affrontare questi temi dobbiamo parlare di spazio: del dove siamo.
Dove siamo collocati in una relazione? Che tipo di legame è? Quale spazio ci viene riconosciuto al suo interno?
Significa osservare i “serbatoi” che alimentano il nostro motore motivazionale (secondo le scoperte del MLBsystem). Questo motore si nutre di tre macro-serbatoi: Essere, Sentire, Avere.
Questi serbatoi, responsabili delle nostre reazioni, possono trovarsi in squilibrio: troppo pieni o troppo vuoti. L’incontro con l’altro può contribuire a riempirli oppure a svuotarli. Quando sono eccessivamente pieni si crea un ingolfamento; quando sono troppo vuoti si genera immobilità.
Le relazioni esistono proprio per mantenere questi livelli in equilibrio, creando una dinamica di scambio, una sorta di economia circolare. Finché questa dinamica funziona, il processo di consumo e recupero rimane bilanciato.
Come un’automobile che per muoversi consuma carburante e necessita di rifornimento, anche noi utilizziamo energia nelle relazioni e abbiamo bisogno di recuperarla.
Occorre però fare attenzione alle relazioni pericolose: quelle che ci impediscono di muoverci e disperdono energia. È come tenere il motore acceso con il freno a mano tirato: si consuma benzina senza avanzare di un solo chilometro.
Il vero svuotamento avviene nella dispersione. Disperdiamo tempo, emozioni e sentimenti senza avere spazio di movimento. L’energia, da cinetica, diventa statica: si trasforma in spreco.
Il vero svuotamento è lo spreco.
Sono pericolose tutte le relazioni che non ci concedono spazio di espressione, che non permettono ai nostri talenti di emergere con serenità, che non garantiscono reciprocità nella comunicazione.
Parliamo di legami fondati sulla costrizione e sul condizionamento — anche senza arrivare a situazioni apertamente “criminose”. È fondamentale fermarsi prima, imparare a riconoscere i segnali.
Se è vero che attraverso le reazioni che l’altro suscita in noi possiamo scoprire parti nuove di noi stessi e crescere, è altrettanto vero che quando l’altro ci inibisce, ci giudica o ci comprime, diventa necessario andare altrove. Dobbiamo iniziare a relazionarci con chi ha spazio per noi.
Lo spazio di espressione deve essere reciproco.
E quando manca, è un segnale di pericolo da non ignorare.
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