(Adnkronos) – La madre di due ragazze ferite nell'incendio di Capodanno a Crans-Montana ha parlato con Jacques Moretti, proprietario de 'Le Constellation, durante una pausa dell'udienza a Sion, in una stanza laterale dell'aula. "La mia assistita voleva parlare privatamente con i Moretti. Pertanto, non vi dirò cosa ci sono detti", ha spiegato l'avvocato della madre ai giornalisti. "È stato un momento intenso, raro dal punto di vista umano, e molto importante perché le persone possano vedersi e parlare di quanto accaduto". "I miei colleghi ed io riteniamo che si sia trattato di un passo che ha contribuito a un processo comune di resilienza", ha continuato l'avvocato. "Per capirsi, dialogare e perdonare è necessario poter parlare". Moretti, riferisce Ats, oggi è nuovamente interrogato. Si tratta del terzo interrogatorio per l'uomo, il secondo come imputato. Il 9 e il 20 gennaio scorsi ha infatti già dovuto rispondere alle domande del gruppo di procuratori incaricati del caso, fornendo la sua versione dei fatti. Oggi si trova di fronte a decine di avvocati delle vittime, poiché il pubblico ministero ha deciso di concedere loro tutto il tempo necessario. L'interrogatorio, previsto per l'intera giornata, dovrebbe anche consentire di confrontare le dichiarazioni di Moretti con quelle rilasciate negli ultimi giorni dall'attuale e dall'ex responsabile della sicurezza del Comune di Crans-Montana. Intanto la procura di Roma ha disposto il sequestro probatorio dei telefonini dei ragazzi italiani morti e feriti nel rogo nel bar in cui hanno perso la vita 41 giovani. L’atto arriva nell’ambito del fascicolo aperto a piazzale Clodio, coordinato dal procuratore Francesco Lo Voi con l’aggiunto Giovanni Conzo e il pm Stefano Opilio, in cui si procede per disastro colposo, omicidio plurimo colposo, incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica. Il sequestro è finalizzato a verificare la presenza di immagini e video relative alla tragedia che possano aiutare a ricostruire la dinamica e le ipotesi di responsabilità. I pm capitolini, che giovedì prossimo incontreranno in Svizzera i magistrati vallesi per fare il punto sulle indagini, acquisiranno inoltre le testimonianze dei giovani italiani sopravvissuti alla strage e le cartelle cliniche.
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