Ogni giorno nel mondo muoiono circa 165.000 persone, per un totale di quasi 60 milioni di decessi all’anno. Ma le cause di morte non sono uguali ovunque: dipendono fortemente dal livello di reddito, dall’accesso ai servizi sanitari e dalle condizioni di vita. L’analisi di Our World in Data mostra chiaramente come il profilo della mortalità cambi tra paesi ricchi e poveri, offrendo una visione globale delle principali cause di morte e delle loro differenze geografiche e sociali.
Le principali cause di morte nel mondo
A livello globale, la maggior parte dei decessi è causata da malattie non trasmissibili (NCD), che rappresentano circa il 75% del totale. Tra queste, le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte assoluta, responsabili di circa un terzo dei decessi globali. Subito dopo troviamo i tumori, che contribuiscono a circa un quinto delle morti.
Queste patologie sono spesso legate a fattori di rischio come fumo, alimentazione non equilibrata, sedentarietà e invecchiamento della popolazione. Essendo malattie croniche e progressive, colpiscono soprattutto gli adulti e gli anziani.
Il ruolo delle malattie infettive nei paesi a basso reddito
Nei paesi a basso reddito il quadro cambia radicalmente. Le malattie infettive, come polmonite, tubercolosi, malaria e HIV/AIDS, rappresentano una quota molto più alta delle morti rispetto ai paesi ricchi. In queste nazioni, circa un terzo dei decessi è ancora legato a infezioni, mentre nei paesi ad alto reddito questa percentuale è molto più bassa.
Inoltre, anche la mortalità materna e neonatale è significativamente più elevata. In alcuni contesti, circa una morte su dieci riguarda neonati o madri durante la gravidanza o il parto, un dato che evidenzia le difficoltà di accesso a cure mediche adeguate.
Paesi ad alto reddito: il dominio delle malattie croniche
Nei paesi più ricchi, invece, oltre l’85–90% delle morti è attribuibile a malattie non trasmissibili. Le malattie cardiovascolari e i tumori da soli possono arrivare a rappresentare quasi il 60% dei decessi complessivi.
Questo non significa necessariamente che le persone si ammalino di più, ma che vivono più a lungo: la riduzione delle infezioni e della mortalità infantile fa sì che le persone raggiungano età in cui le malattie croniche diventano più frequenti.
Incidenti e altre cause di morte
Le morti dovute a incidenti, violenze o suicidi rappresentano una quota più piccola ma comunque rilevante. A livello globale, circa il 7% dei decessi è legato a lesioni, tra cui incidenti stradali, cadute e atti di violenza.
Le differenze tra paesi restano importanti: nei contesti più poveri gli incidenti e la violenza hanno un peso maggiore, mentre nei paesi ricchi incidono relativamente meno rispetto alle malattie croniche.
Un mondo in transizione epidemiologica
L’analisi delle cause di morte mostra chiaramente una trasformazione globale: il mondo sta passando da un’epoca dominata da infezioni e mortalità precoce a una in cui prevalgono le malattie croniche legate all’età.
Questo cambiamento, noto come “transizione epidemiologica”, riflette i progressi della medicina, dell’igiene e delle condizioni di vita, ma apre anche nuove sfide sanitarie legate all’invecchiamento della popolazione e allo stile di vita.


























