Diabete e farmaci: una lunga storia di amore e odio. Se da un lato le ultime scoperte aprono a nuove soluzioni per una malattia in costante diffusione, dall’altro i farmaci di ultima generazione a essa dedicati fanno gola anche a chi non è malato. In entrambi i casi, l’indicazione più pressante sta in un corretto stile di vita. Vale a dire alimentazione controllata, esercizio fisico regolare, niente fumo di sigaretta (quella elettronica non fa eccezione), alcol solo in rarissime occasioni.
Diabete e farmaci: scelte sane e meno sane
Secondo l’Osservatorio Nazionale sull’Impiego dei Medicinali (OsMed), in Italia sono affette da diabete di tipo 2 quasi 4 milioni di persone. Ciò significa che è malata circa il 6% della popolazione italiana (i dati sono stati pubblicati sul sito del ministero della Salute lo scorso settembre). Il diabete di tipo 2 incide per il 90% sui casi totali in un’Europa che conta circa 60 milioni di adulti malati. Non è tutto. L’OsMed, infatti, stima che, nel nostro Paese, oltre alle persone già malate possano esserci circa un 1,5 milione di persone alle quali la malattia non è stata ancora diagnosticata.
La buona notizia è che, secondo studi recenti, il diabete di tipo 2 può andare in remissione grazie a una terapia adeguata e non solo. Calibrando l’alimentazione, cioè introducendo meno zuccheri, e attraverso l’attività fisica (anche i muscoli consumano glucosio) è possibile assicurare una stabilità glicemica che via via riduce i picchi e avvia l’organismo a una normale risposta all’insulina.

I ricercatori hanno, infatti, riscontrato, in molti casi, una correlazione tra obesità e insorgenza del diabete. Non a caso i farmaci per la cura del diabete di ultima generazione portano alla riduzione del peso corporeo in tempo alquanto brevi. Il dettaglio non è sfuggito a quanti hanno voluto assumere farmaci per il diabete, pur non essendo diabetici, solo per raggiungere il peso forma in tempi brevi. Pratica non priva di effetti collaterali e di un risvolto etico poiché a più riprese ha lasciato a secco i diabetici.
Il vero nodo, quindi, è: un percorso senza sforzi e senza impegno assicura davvero risultati soddisfacenti? Lo abbiamo chiesto a Ciro Romano, ideatore del Total Body Energy (TBE). Il TBE è un metodo di fitness brevettato che ha ottenuto la validazione dall’Università Parthenope di Napoli per la gestione efficace del paziente con diabete di tipo 2.
In copertina foto di Martin Büdenbender da Pixabay
























