Dove si sfiorano gli eterni
Nulla accade per caso:
ogni volto che ci attraversa
è frammento vivo
di un disegno immenso,
scritto su pagine
che nessun dio ricorda più.
C’è chi ci sfiora
come il sussurro di un pensiero mai nato,
lasciandoci il vuoto
di un nome non pronunciato,
una stanza chiusa
dove la luce non è mai entrata.
Qualcuno arriva
come un sogno che non ha principio,
atteso da sempre
in quel corridoio
dove gli orologi si sono fermati,
e l’aria conosce il nostro nome
prima di noi.
Non ricordiamo.
Ma le anime — loro — si riconoscono.
Non nei gesti.
Non nei nomi.
Ma in quel punto esatto
dove il tempo si piega
come carta bagnata di silenzio,
e due vite sconosciute
tornano intere.
Forse gli incontri non esistono,
esistono solo i ritorni.
E ogni addio
è una porta socchiusa
su una storia che ci attende,
in un altrove che ci ha già pensati.
Nota d’autore
Non tutto ciò che ci sfiora passa davvero.
Alcuni incontri non cominciano mai, perché non hanno fine.
Questa poesia è nata da quella soglia: dove il tempo si piega,
dove i nomi non servono,
e qualcosa o qualcuno torna.
Immagine generata con Google Gemini


























