Questa nuova domenica di Gennaio ci porta un nuovo appuntamento con i componimenti di Setteversi. Oggi due poesie e… un filo conduttore. Buona lettura!
Un filo
Ho cercato di prendere un filo
Era un filo del pavimento
Un filo del firmamento
Un filo del nutrimento
Per una seconda nascita
In una galassia qualsiasi
Che non mi ha voluta prima
Che non mi ha dato fiato
Che ha equivocato.
Uno sgambetto dispettoso
Ad un falso sé grandioso.
Tolto questo inganno
Una seconda nascita
Prevede un nuovo vagito
E rimembranza d’ego
Mai sopito.
Ci vuole passione per rinascere.
Io volevo una cosa sola
La sicurezza di essere amata
Il diritto di stare al mondo.
C’è bisogno di dolcezza nelle vene.
Nuda proprietà
La proprietà è nuda
come una casa sventrata
un agnello sgozzato
una vecchia malata
una donna stuprata.
Tutte cose di guerra privata
di tempi come vecchi in ospizio
o di troppi vicini alla morte.
Che per stare al mondo
in modo degno
conta l’essere produttivi
far girare i soldi.
Vendi tutto
anche le armi poi
mettiti sotto un ponte
e quando il fiume fa la piena tu
che sei vuoto
come un guscio d’uovo muori
e non ti accorgi
non ti accorgi che è finita.
Fortunato tu
Fortunato.
Disegno di Mariella Balla
























