L’ultimo appuntamento poetico con Setteversi ci porta a dei versi molto particolari. Due componimenti poetici in grado di emozionare e riflettere. Buona lettura!
Luce
Piovvero le stelle d’agosto,
le raccolsi tutte
nello spazio dell’iride
in un turbinio
che attraversò
il mio giovane sangue.
Mai avevo visto
una notte di luce
brillare così
e illuminare il buio
di ogni mia singola cellula.
Bevvi lo stupore
di quell’arcano nutrimento
in quell’incanto,
orbita di calce bianca e bouganville
sull’infinito, un’estate
a Sperlonga.
Come more senza spine
Vivere una vita intera
pensando “cosa farò da grande?”
Stupirmi delle rughe
delle macchie sulla pelle
mentre mi rosicchio ancora le unghie.
Cercare un maestro
intanto che consolo te, bimba mia
dalle piccole delusioni,
prima che tu sia delusa da me.
Accadrà sai? È la vita.
Penserai che tua madre ha mani orrende.
Urlerai che non sono all’altezza dei miei sogni,
saprai che è meglio non somigliarmi affatto
e farai di tutto per essere diversa.
E io? Ti darò ragione – Sii te stessa! Amati!
Sì, da grande lo farò
e quando avrò imparato bene
vorrei che tu mi abbracciassi forte,
mi consolassi degli anni volati via,
senza mai sentirti in colpa.
Perché bambina mia
sai cosa diventeremo?
More senza spine.
Non ricorderemo più il dolore,
spariranno i graffi
e le paure.
Resterà il rossore su mani bambine
il sapore dell’estate
il vento e il profumo dell’Amore.
Foto di Lia Kapitonova: https://www.pexels.com/it-it/foto/fiori-libro-aprire-aperto-17215663/


























