Tendenze

Editoria e media: quotidiani in caduta, digitale e tv non compensano

Le vendite dei quotidiani continuano a crollare: in appena quattro anni la flessione supera il 30%

Le vendite dei quotidiani continuano a crollare: in appena quattro anni la flessione supera il 30%. Ma i (sempre meno) lettori non si spostano in massa sul digitale, che pur contenendo le perdite, segue la stessa traiettoria discendente della carta. Né il pubblico sembra rifugiarsi davanti alla tv: anche il settore televisivo registra un’ulteriore, seppur lieve, flessione.

È questo il quadro, tutt’altro che rassicurante, che emerge dall’Osservatorio sulle comunicazioni dell’Agcom, secondo cui diminuiscono anche gli utenti complessivi delle piattaforme online. Solo i contenuti “on demand” a pagamento mostrano un segno positivo.

Quotidiani: un naufragio che continua

Nei primi sei mesi del 2025, il mercato dei quotidiani conferma il trend negativo. Le copie complessivamente vendute in Italia si fermano a 220 milioni (circa 1,4 milioni al giorno), con un calo del 7,1% rispetto al 2024 e del 29,6% rispetto al 2021. Le testate a diffusione nazionale limitano le perdite (-6,2%) rispetto a quelle locali (-8,3%).

Le copie cartacee rappresentano 186,6 milioni di unità, in calo del 7,8% su base annua e del 31,5% rispetto al 2021, quando le vendite superavano i 272 milioni.

Quotidiani digitali: calo più lieve ma costante

Il formato digitale (replica della versione cartacea) mostra una contrazione più contenuta: -2,9% sul 2024 e -16,6% sul 2021. La concentrazione resta elevata: le prime cinque testate – Corriere della Sera, Il Gazzettino, Il Sole 24 Ore, La Repubblica e La Stampa – coprono oltre il 61% delle vendite digitali complessive.

I generalisti e le nicchie

I cinque principali quotidiani generalisti (Corriere, Repubblica, Avvenire, La Stampa, Il Messaggero) registrano nel cartaceo un calo del 7,6% rispetto al 2024 e del 32,7% rispetto al 2021. Meglio il digitale, dove la flessione è più contenuta (-1,7% su base annua e -3,4% sul 2021). Alcune testate specialistiche, invece, mostrano una maggiore tenuta.

Sport e economia: due tendenze opposte

I quotidiani sportivi si confermano i più resilienti: nel formato cartaceo il calo è limitato (-15,1% in cinque anni), mentre nel digitale si registra una crescita del 53,9%.
Più penalizzati i quotidiani economici: -42,1% nel cartaceo e -8,2% nel digitale. Le testate locali, invece, continuano a perdere terreno su entrambi i fronti.

I principali gruppi editoriali

Nel primo semestre 2025 Cairo/RCS guida il mercato con il 19,4% delle copie vendute, seguita da Gedi (12,3%), Caltagirone Editore (9,3%) e Monrif Group (7,5%).
Seguono Avvenire Nuova Editoriale Italiana (5,1%), Il Gruppo 24 Ore (4,8%), Nord Est Multimedia (4,5%), Amodei Editore (4,3%), Tosinvest/Angelucci (4%) e Gruppo Sae (3,7%).

Tv: pubblico in calo, ma La7 cresce

Il settore televisivo mostra una flessione nel primo semestre 2025: gli ascolti medi calano del 2,3% in prima serata e del 2% sull’intera giornata. Rispetto al 2021, la perdita è più netta: -17,9% nel prime time e -16,6% nel giorno medio.

La Rai resta leader con 7,7 milioni di telespettatori (38,9% di share, -2,5% sul 2024), seguita da Mediaset (6,8 milioni, -4,7%). Stabili Warner Bros. Discovery (1,7 milioni) e Sky/Comcast (1,5 milioni, +0,3%), mentre La7 cresce (+5,1%) raggiungendo 1,2 milioni di spettatori medi.

Online: utenti in calo, tranne per l’on demand

A giugno 2025 sono 43,6 milioni gli utenti unici online, con un tempo medio di navigazione di oltre 69 ore al mese. I grandi player internazionali (Google, Meta, Amazon, Microsoft) restano ai vertici, ma in calo su base annua. Tra gli operatori italiani, Fininvest/Mediaset è l’unico a registrare una crescita significativa (+37%).

Le piattaforme di informazione generalista raccolgono 37,7 milioni di utenti unici (-2,6% rispetto al 2024). In testa la Repubblica (28,8 milioni, -2,7%), seguita da Corriere della Sera (28 milioni, -3,2%) e TgCom24 (20,4 milioni, +10%).

Cresce il video on demand a pagamento

Unico segmento in crescita è quello dei servizi di video on demand a pagamento, che a giugno contano 14,6 milioni di utenti (+1,7% sul 2024). Netflix resta stabile con 8,1 milioni di utenti, seguita da Prime Video (7,1 milioni, +3,8%), Disney+ (3,7 milioni, +0,6%), Dazn (2,2 milioni, +3,1%) e Now (Sky) con 1,3 milioni di visitatori.

Foto di brotiN biswaS: https://www.pexels.com/it-it/foto/messa-a-fuoco-selettiva-della-fotografia-di-riviste-518543/

Paolo Rogno

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