Se l'auto può essere un'alternativa all'aereo anche l'autogrill ha un certo costo, da considerare
Estate, prezzi in autogrill alle stelle
Tempi di (caro) vacanze e di lunghi e caldi viaggi in auto per raggiungere spiagge o altre località attraverso la nostra rete autostradale: oltre settemila chilometri puntellati da circa 400 aree di servizio per una pausa rifocillante e il rifornimento. Ma – se l’auto può essere un’alternativa all’aereo (visti, in particolare, i costi dei voli e dei servizi extra appena rilevati) – anche l’autogrill ha un certo costo, da considerare.
Altroconsumo è stata in 16 aree di servizio di varie insegne nei pressi di Milano, Napoli, Roma e Venezia (tutti i dettagli sulla metodologia dell’indagine nell’ultimo paragrafo): abbiamo rilevato i costi per pasti veloci, colazione, snack e bibite. Qualche segnale positivo c’è rispetto ai prezzi che avevamo registrato l’anno scorso. Ma i risultati generali ci confermano che mangiare e bere in autostrada è caro e costa molto più che altrove: l’acqua è arrivata a quasi 3,20 euro al litro, il quintuplo rispetto ai super, un panino può costare anche più di 8 euro e anche le brioche sono aumentate parecchio.
Ecco tutti i prezzi rilevati. Come sono cambiati rispetto all’anno scorso? Qual è la differenza rispetto ai costi al di fuori dalla rete autostrale?
I costi medi rilevati in 16 aree di sosta, con le differenze rispetto al 2024 e rispetto ai prezzi fuori dalle autostrade.
Come si può notare dai dati in alto, i costi medi sono piuttosto elevati: rispetto all’anno scorso, in alcuni casi sono aumentati e in altri diminuiti ma restano sempre e comunque molto più alti rispetto ai prezzi al di fuori delle autostrade, con alcuni prodotti in particolare che si fanno notare, come l’acqua, ancor più essenziale per chi viaggia con queste temperature, eppure costosissima.
Negli autogrill paghiamo 3,18 euro per un litro di acqua (prezzo simile per naturale o gassata), cinque volte quanto la paghiamo nei supermercati dove, secondo i dati della nostra annuale indagine in oltre mille punti vendita, ci costa 63 centesimi (abbiamo considerato l’acqua in bottigliette da 500 ml per poi calcolare i costi medi al litro e fare un confronto).
Va un po’ meglio rispetto ai prezzi rilevati l’anno scorso negli autogrill (- 5%), ma i costi di questo bene di prima necessità restano comunque troppo elevati nelle aree di servizio autostradali.
Aumentano brioche e caffè
Un altro dato che si fa notare è l’aumento del prezzo delle brioche negli autogrill rispetto al 2024: le paghiamo il 16% in più. Mediamente si tratta di 2 euro a cornetto, ma si può andare da 1,50 a ben 2,20 euro in base all’area di sosta. Anche in questo caso, i prezzi sono più alti – e del 47% – rispetto ai bar fuori autostrada, dove paghiamo una brioche 1,37 euro in media secondo gli ultimi dati a nostra disposizione (indagine 2024, Altroconsumo ACmakers).
La differenza si fa sentire anche per caffè in particolare e cappuccino. Un caffè al banco, nei bar lungo le autostrade, costa in media 1,46 euro (ma si va da 1,30 euro a 1,50 euro), il 7% in più rispetto all’anno scorso e il 21% in più rispetto ai bar in città (dove costa 1,20 euro in media).
Il cappuccino all’autogrill invece costa 1,85 euro in media (da 1,60 euro nelle aree di servizio più economiche della rilevazione a ben 2,20 euro in quelle più care): prezzo stabile rispetto all’anno scorso, ma siamo comunque a +16% rispetto ai bar in città (dove costa 1,60 euro in media).
In media, quest’anno siamo a circa 6,80 euro per una farcitura semplice (tipo salume e formaggio), il 6% in meno rispetto all’anno scorso, quando superavamo i 7,20 euro. Ma se andiamo oltre le medie, in alcuni casi lo avremmo pagato anche 8,50 euro.
In generale il prezzo medio, anche se è sceso, è comunque più alto del 57% rispetto ai bar in città dove un panino lo paghiamo mediamente 4,30 euro.
Se volete aggiungere una cola preparatevi al salasso: il costo del marchio più diffuso, Coca Cola, è di circa 8 euro al litro (in bottigliette di piccolo formato, tra 450ml e 700ml), più del quintuplo rispetto ai supermercati dove costa in media circa 1,39 euro al litro.
Stesso discorso per il gelato confezionato, che oltretutto aumenta del 5% rispetto all’anno scorso: per uno stecco ricoperto al cioccolato bisogna considerare di spendere più di 3 euro, più del doppio rispetto ai supermercati (dove, ad esempio il gelato Algida Magnum costa in media 1,30 euro).
Altroconsumo ha rilevato anche i prezzi di altri prodotti confezionati per uno snack durante il viaggio.
Spiccano i costi e gli aumenti degli energy drink (tipo Red Bull in particolare, che è il più presente e salato): si spendono quasi 16 euro al litro, il 23% in più rispetto all’anno scorso.
Per un sacchetto di patatine spendiamo circa 3,50 euro per formati che variano da 165 gr a 200 gr. Se andiamo a vedere il prezzo al chilo c’è una netta diminuzione rispetto al 2024 (-28%), ma questo dipende dal fatto che quest’anno abbiamo trovato più spesso i formati grandi, che hanno un prezzo al chilo più basso.
Calano mediamente anche i prezzi dei cracker (tipo Tuc, i più diffusi sugli scaffali degli autogrill). Il costo di una confezione da 100 grammi, in ogni caso, può cambiare molto tra un punto vendita e l’altro: si va da 2,49 euro a 3,70 euro.
Scende infine, nelle aree di servizio, anche il prezzo medio del cioccolato (in controtendenza rispetto a quanto accade nella grande distribuzione). Anche in questo caso il prezzo di una tavoletta può variare molto in base a marca e area di servizio: si va da 1,30 euro a 4,99 euro.
Altroconsumo ha rilevato i prezzi di alimenti e bevande in 16 aree di servizio di Autogrill, Chef Express, My Chef, Hermes, Sarni, Ristop. Si trattava di punti per il ristoro nei pressi di quattro grandi città italiane: Milano, Venezia, Roma e Napoli.
Per i prodotti confezionati abbiamo scelto sempre la versione classica o comunque la più semplice presente nel punto vendita. Se c’era possibilità di scelta abbiamo rilevato il prezzo del prodotto nel formato più piccolo. Inoltre, se disponibili più versioni, abbiamo sempre scelto la più economica. Anche per le consumazioni al banco del bar se c’era possibilità di scelta Altroconsumo ha rilevato il prezzo del prodotto più economico.
Immagine di copertina: DepositPhotos
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