Fili di versi, una ragnatela sottile
d’emozioni e parole,
la baia di Ushuaia, case di legno
i verdi i gialli gli azzurri i rossi
dei patii e delle persiane,
la montagna innevata che corona
il fuoco profumato dei camini
orli d’inverno e accoglienza,
davanti il mare di questo estremo Sud
di fredde correnti e leoni marini
il faro della fine del mondo
l’Antardide come i miraggi di Morgana
ghiacci luce insolite presenze
un vento che gela il corpo e riscalda l’anima,
ti parlo da lontananze dipinte
in questa cattedrale di scenari incompresi,
ma è canto irriducibile la tua voce
divino tormento da cui non posso liberarmi,
per sentirti non ho altro modo che questo
in quest’oggi ferito mentre nel sonno
percorro stradine dove camminai solitaria
in assenza di me in assenza di te,
incontro ancora da venire,
non ho altro che lacerati spruzzi di luna
nel buio di una stanza,
cerco le onde lunghe che attraversano l’oceano
il vibrare potente delle correnti,
mangio una granseola in un ristorante della costa,
vorrei che le tue mani rompessero le chele
e la tua bocca ne succhiasse la polpa,
vorrei l’impossibile d’incidermi i tuoi passi
nel passato che non abbiamo condiviso…e nell’ora.























