Ogni anno, il 13 agosto, si celebra la Giornata internazionale dei mancini, una ricorrenza nata per richiamare l’attenzione sulle caratteristiche e sulle esigenze di una parte della popolazione che per molto tempo è stata considerata “diversa”. Essere mancini significa utilizzare prevalentemente la mano sinistra per compiere le attività quotidiane, ma dietro questa semplice caratteristica si nasconde un fenomeno molto più complesso, legato allo sviluppo e all’organizzazione del cervello.
Una giornata nata per abbattere i pregiudizi
La Giornata internazionale dei mancini è stata istituita nel 1992 dal Left-Handers Club, associazione britannica fondata per sostenere le persone mancine e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle difficoltà che possono incontrare in un mondo progettato soprattutto per i destrimani.
Forbici, banchi scolastici, strumenti musicali, attrezzature sportive e persino alcuni oggetti di uso quotidiano sono spesso progettati pensando a chi utilizza principalmente la mano destra. Per questo la ricorrenza rappresenta anche un’occasione per promuovere maggiore inclusività e progettare ambienti e strumenti più adatti a tutti.
Perché si diventa mancini?
La preferenza per una mano rispetto all’altra emerge già durante lo sviluppo e dipende da una combinazione di fattori genetici e ambientali. Non esiste, quindi, un singolo “gene del mancinismo” capace di determinare da solo quale mano verrà utilizzata prevalentemente.
La lateralità è inoltre collegata all’organizzazione funzionale del cervello. Nei destrimani alcune funzioni, come il linguaggio, sono generalmente più rappresentate nell’emisfero sinistro, mentre nei mancini l’organizzazione può essere più variabile. Questo non significa, però, che tutti i mancini abbiano un cervello organizzato allo stesso modo o che possiedano necessariamente particolari capacità cognitive.
Mancini famosi nella storia
Nel corso della storia numerosi personaggi celebri sono stati mancini. Tra loro vengono spesso ricordati Leonardo da Vinci, Michelangelo, Napoleone Bonaparte, Albert Einstein e, in epoca contemporanea, numerosi artisti e sportivi.
Nel mondo dello sport, utilizzare la mano o il piede sinistro può persino rappresentare un vantaggio competitivo. Nel tennis, nel pugilato, nel calcio e in altre discipline, infatti, gli avversari possono essere meno abituati ad affrontare una persona mancina, rendendo alcuni movimenti più difficili da prevedere.
A scuola e nella vita quotidiana
Per un bambino mancino, imparare a scrivere può talvolta richiedere strategie differenti rispetto a quelle utilizzate dai compagni destrimani. La posizione della mano, del quaderno e del corpo può influire sulla comodità e sulla leggibilità della scrittura.
Oggi, rispetto al passato, la diversità della lateralità è maggiormente riconosciuta. Non è necessario correggere o modificare la preferenza naturale di un bambino: l’obiettivo dovrebbe essere quello di accompagnarlo nello sviluppo, mettendogli a disposizione strumenti adeguati.
Una diversità da valorizzare
La Giornata internazionale dei mancini non celebra soltanto chi utilizza la mano sinistra, ma invita a riflettere sul valore della diversità individuale. Essere mancini non è una condizione da correggere né un limite: è una delle tante caratteristiche che rendono ogni persona unica. Il 13 agosto diventa così un’occasione per ricordare che l’inclusione passa anche dai piccoli gesti e dalla capacità di progettare una società nella quale le differenze non siano ostacoli, ma semplicemente parte della normalità.
Foto di Yan Krukau: https://www.pexels.com/it-it/foto/notebook-ragazza-scrittura-scrivendo-8618018/























