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I bambini e le preoccupazioni per la crisi ambientale: un inedito studio italiano

Il 95% dei bambini intervistati esprime preoccupazione per il futuro e più di uno su tre ha avuto brutti sogni sulla crisi ambientale

Preoccupazione, tristezza, rabbia: sono alcune delle emozioni più comunemente associate dai bambini all’ansia riguardo al futuro del pianeta. Il 95% dei bambini intervistati esprime preoccupazione per il futuro dell’ambiente, e più di uno su tre (40%) ha avuto brutti sogni sulla crisi ambientale o sull’ambiente in pericolo, con conseguenti difficoltà a dormire o mangiare.

Bambini e crisi ambientale: lo studio

Questi sono i risultati di un recente studio italiano, unico nel contesto scientifico internazionale, realizzato nell’ambito del progetto educativo di Scuolattiva Onlus “A Scuola di Acqua”, portato avanti da nove anni in collaborazione con il Gruppo Sanpellegrino. Questo progetto mira a sensibilizzare i giovani sui temi dell’idratazione e della sostenibilità ambientale. “Sanpellegrino, attraverso ‘A Scuola di Acqua: sete di futuro’, promuove da anni iniziative per stimolare comportamenti responsabili nelle nuove generazioni, legati a un consumo consapevole dell’acqua e all’educazione al riciclo e alla tutela ambientale“, afferma Fabiana Marchini, Head of Sustainability del Gruppo Sanpellegrino.

Lo studio dell’Università di Pavia aggiunge un nuovo tassello a questa iniziativa, evidenziando la preoccupazione dei bambini per il futuro del pianeta e la loro convinzione che il loro contributo possa fare la differenza. “Crediamo che i progetti di formazione siano fondamentali per creare consapevolezza su questi temi e per gettare le basi per un futuro più sostenibile“, aggiunge Marchini.

I metodi di ricerca

La ricerca, condotta dal Laboratorio di Psicologia della Salute dell’Università di Pavia in collaborazione con Triplepact Società Benefit, ha coinvolto circa 1000 bambini tra i 5 e gli 11 anni, utilizzando una survey realizzata con metodologia CAWI (Computer Assisted Web Interview). Diverse ricerche internazionali hanno diviso gli impatti dei cambiamenti climatici sulla salute mentale in tre categorie: diretti, indiretti e vicari. Finora, la maggior parte delle ricerche si è concentrata sugli impatti diretti, quelli che si manifestano dopo eventi climatici estremi. Tuttavia, sempre più persone stanno vivendo un’angoscia legata alla crisi climatica globale, anche senza essere direttamente colpite.

Lo studio di Scuolattiva Onlus mostra che l’ecoansia nei bambini non è necessariamente legata a esperienze dirette, ma è spesso influenzata dalla comunicazione e informazione sui cambiamenti climatici. Conoscere le conseguenze dei cambiamenti climatici attraverso i media può influenzare la loro salute mentale. Nonostante la marcata preoccupazione, i bambini si sentono strettamente connessi all’ambiente (78%) e motivati ad agire: quasi la totalità del campione si sente direttamente responsabile della situazione (95.6%) e pensa che il proprio contributo possa fare la differenza (97.2%).

Cosa bisogna fare secondo i bambini?

Secondo i bambini, anche gli adulti devono partecipare attivamente alla tutela del pianeta, con il 72% che ripone fiducia negli adulti. Lo studio sottolinea quindi l’importanza di promuovere l’engagement delle nuove generazioni nella tutela dell’ambiente e nel contrasto ai cambiamenti climatici attraverso iniziative formative e di sensibilizzazione.

Assistere alle conseguenze del cambiamento climatico può generare sofferenza e preoccupazioni per il futuro, insieme a un senso di impotenza e frustrazione. È necessario investire su iniziative formative che favoriscano l’empowerment dei cittadini, specialmente dei giovani, per contrastare l’ecoansia“, sottolinea la professoressa Serena Barello dell’Università di Pavia.

Il mondo degli adulti

Anche se la percezione sull’ecoansia negli adulti sta crescendo, si sa ancora poco su come i bambini vivano la consapevolezza dei cambiamenti climatici. Questo studio ha evidenziato un profondo legame emotivo dei bambini con il futuro del pianeta, caratterizzato da preoccupazione, tristezza e rabbia. Nonostante ciò, i bambini si sentono coinvolti e responsabili, credendo fermamente che il loro contributo possa fare la differenza. La ricerca sottolinea l’importanza di coinvolgere attivamente le nuove generazioni nella tutela dell’ambiente e nel contrasto ai cambiamenti climatici.

La percezione degli insegnanti rispecchia quella dei bambini, con alcune note di maggiore pessimismo. Solo una persona su dieci si sente efficace nell’affrontare le sfide ambientali, e solo il 20% dei docenti si fida delle istituzioni in questo ambito. Tuttavia, la maggioranza crede nel valore delle iniziative educative per aumentare la sensibilità individuale verso le sfide ambientali.

Foto di dlsd cgl da Pixabay (Generato con l’AI)

Mario Tortoriello

Cerco di unire la passione per la scrittura e la comunicazione con l'impegno sociale ed attività nel terzo settore. In tasca la mia laurea in Scienze Politiche alla Federico II. Appassionato di fumetti, videogiochi e cinema di genere. Tifosissimo del Napoli e appassionato di calcio e sport. Cinque Colonne è per me una grande palestra per apprendere e praticare ogni giorno questo meraviglioso mestiere.

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