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Il cavallo di Priamo di Silvio Bulli: intervista all’autore

Nelle storie migliori, il mistero non nasce soltanto da un delitto, ma da ciò che quel delitto porta a galla: segreti, connivenze, paure, verità rimaste troppo a lungo sommerse. È questa la forza del cavallo di Priamo di Silvio Bulli edito da Albatros.

Il romanzo affonda le sue radici in un ritrovamento enigmatico nelle acque di Torre Astura, una storica fortificazione costiera nel comune di Nettuno in provincia di Roma.  Da quel ritrovamento iniziano una serie di eventi che aprono una ferita nel cuore di Roma. Un antico cavallo di bronzo, un giovane appassionato di pesca subacquea ucciso brutalmente, un’indagine che si inoltra nei territori opachi della corruzione e del potere sono gli ingredienti del giallo di Silvio Bulli.  

Lo scrittore, però, sembra voler andare oltre la pura meccanica dell’intreccio e nel seguire il commissario Parodi e l’ispettore Manunza, il lettore viene trascinato in una vicenda dove il fascino del reperto antico si mescola al volto più inquieto del presente.

Ogni elemento del romanzo contribuisce a costruire un’atmosfera densa, quasi cinematografica, che non stupisce se si pensa al percorso dell’autore, scenografo per anni e profondamente legato all’immaginario storico e monumentale della capitale.  

In questa tensione continua tra bellezza e violenza, memoria e crimine, il romanzo promette non solo suspense, ma anche una riflessione sul lato oscuro delle apparenze, su quegli “uomini insospettabili” dietro cui , spesso, si annidano ombre inquietanti. 

Torre Astura

Il cavallo di Priamo di Silvio Bulli

Come di consueto, ringraziamo l’autore per la breve intervista che ci ha dato la possibilità, non solo di esplorare meglio la sua ultima fatica , ma di instillare qualche goccia di curiosità nei potenziali lettori.

Buongiorno Silvio, lei è nuovo ai nostri lettori.  Ci racconta brevemente di cosa si occupa nella vita e quali sono le sue passioni, a parte, ovviamente, la scrittura?

La storia della mia vita è abbastanza lineare. Nel  1962 ho vincito un concorso e sono entrato nelle Ferrovie dello Stato. Da sempre di scrittura e di storie fantastiche, ho vinto con un racconto il concordo “Penna d’oro ferrovieri”. In servizio presso la biglietteria di Roma Termini, negli anni ’80 visto il degrado in cui versava allora la stazione nel periodo natalizio, insieme ad ad altri colleghi ho realizzato il mio primo presepio nell’atrio della biglietteria e poi nella galleria centrale, esposizione durata per 15 natali! Questo successo mi porta ad essere chiamato come scenografo al Teatro Rossini gestito dalla compagnia Checco Durante per oltre 5 anni. Nel 1995 sono andato in pensione e ho lasciato un po’ a malincuore le ferrovie ma ho ricominciato ritornando agli antichi amori tra cui la scrittura. 

Perché il romanzo è ambientato a Torre Astura ? che rapporto ha con quel luogo e cosa rappresenta nel romanzo?

Ogni libro, per mia scelta, è ambientato in una località della Lazio poco conosciuta, vedi l’Abbazia di Farfa, Palestrina,  Greccio,  Sermoneta ecc… Torre Astura lo scelta perché è pressoché sconosciuta ed è stata riscoperta in questi ultimi anni. Prima, infatti, era inaccessibile a causa di divieto del ministero della difesa, in quanto poligono militare per esercitazioni. Mi intrigava ambientare lì la storia.

Se dovesse passare in rassegna tutti i personaggi del suo libro, ce n’è uno che le assomiglia particolarmente o qualcuno che ammira e a cui vorrebbe assomigliare?

Il cavallo di Priamo è tutto frutto della mia immaginazione e solo i dati storici corrispondono a quelli reali.  Fra i personaggi che man mano si susseguono nel libro, il commissario Stefano Parodi è stato creato basandomi un po’ su un mio modo di ragionare ed analizzare le varie situazioni oppure basandomi su quello che avrei voluto essere. Gli altri personaggi, invece, sono solo frutto della mia fantasia.  

Il cavallo di Priamo di Silvio Bulli si presenta come una lettura capace di evocare emozione e inquietudine fin dalle prime pagine e che mescola sapientemente noir e giallo.

Francesca Amore

Trapiantata a Roma per necessità ma emotivamente ancorata a Napoli, non ha mai smesso di sperare che un giorno ci ritornerà definitivamente. Laureata all?istituto Universitario Orientale in lingue slave , si occupa di traduzioni dal russo e dal polacco. Giornalista pubblicista dal 2005, è appassionata di arte e letteratura in genere, ma di quella russa in particolare. Ama scrivere sugli argomenti più disparati perché di indole curiosa.Generosa, impulsiva e sincera, non ama le persone intellettualmente disoneste, ma si sa, il mondo è bello perché è vario, ma intanto? io mi scanso.

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Francesca Amore

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