Nel corso del Novecento, il mondo ha assistito a un progresso straordinario nella salute infantile: il cosiddetto “stunting”, ovvero il ritardo della crescita dovuto alla malnutrizione, è diminuito drasticamente in molti Paesi. Secondo i dati pubblicati da Our World in Data, oggi circa un bambino su quattro nel mondo ne soffre ancora, pari a circa 150 milioni di minori sotto i cinque anni, ma la situazione è nettamente migliorata rispetto al passato.
Che cos’è il ritardo della crescita e perché è importante?
Il ritardo della crescita infantile si verifica quando un bambino è troppo basso per la sua età rispetto agli standard sanitari internazionali. Non si tratta solo di una questione estetica: è il segnale di una malnutrizione cronica e di frequenti malattie che compromettono lo sviluppo fisico e cognitivo. Le conseguenze possono durare tutta la vita, influenzando l’apprendimento, la salute e le opportunità economiche future. Per questo motivo, lo stunting è considerato uno degli indicatori più importanti del benessere infantile a livello globale.
Quanto è cambiata la situazione nel tempo?
I dati storici mostrano un miglioramento impressionante. All’inizio del XX secolo, in molti Paesi industrializzati il fenomeno era estremamente diffuso. Con il passare dei decenni, però, i tassi sono diminuiti fino a scendere sotto il 10% nei Paesi ad alto reddito già negli anni Novanta. Nonostante ciò, le differenze globali restano marcate: in alcune aree dell’Africa e dell’Asia, ancora oggi più di un terzo dei bambini è colpito. Questo evidenzia come il progresso sia stato diseguale, ma anche possibile.
Il caso del Giappone: da crisi a modello
Un esempio emblematico è il Giappone. All’inizio del Novecento, oltre il 70% dei bambini giapponesi soffriva di ritardo della crescita. Oggi la percentuale è scesa a livelli minimi. Prima della Seconda guerra mondiale, i miglioramenti furono legati soprattutto alla riduzione delle malattie infettive grazie a infrastrutture sanitarie migliori, come l’accesso all’acqua potabile. Nel dopoguerra, il progresso accelerò grazie a una combinazione di fattori: miglioramento dell’alimentazione, programmi di igiene, deworming e mense scolastiche diffuse.
Quali lezioni per il presente?
L’esperienza storica dimostra che il ritardo della crescita non è inevitabile. Investimenti in acqua pulita, servizi igienici, sanità pubblica e nutrizione possono ridurre drasticamente il problema. Inoltre, è fondamentale intervenire non solo nei primi anni di vita, ma lungo tutta l’infanzia, poiché i bambini possono recuperare parte del ritardo se le condizioni migliorano.
Una sfida ancora aperta
Nonostante i progressi, lo stunting resta una sfida globale. Paesi come India o Burundi presentano oggi livelli simili a quelli del Giappone di un secolo fa. La storia del XX secolo offre però un messaggio chiaro: con politiche mirate e investimenti sostenuti, è possibile migliorare la salute di milioni di bambini. Il calo del ritardo della crescita rappresenta uno dei successi più significativi della storia moderna, ma anche un promemoria del lavoro che resta da fare.
Foto di Najim Kurfi: https://www.pexels.com/it-it/foto/bambino-che-beve-acqua-in-un-paesaggio-arido-35691539/


























