Al via una vera e propria mobilitazione spontanea a supporto del libro Il labirinto di Minerva, scritto da Teresa Piciocchi, come candidato al «Premio Napoli» all’interno della sezione narrativa. Il tutto è promosso dalla «Fondazione Premio Napoli – Campania Legge».
Il labirinto di Minerva, la proposta della casa editrice Guida
La proposta ufficiale per il premio è arrivata dalla casa editrice Guida, ma perché il libro possa entrare tra quelle che possono essere considerate tra le opere valutate, è necessario che un grande e numeroso gruppo di lettrici e lettori lo segnali. Come? Il metodo è molto semplice ovvero tramite un apposito modulo online. Pochi secondi per uno scopo essenziale.
Il Premio Napoli
Con la pubblicazione del bando, si è ufficialmente aperta l’edizione 2025 del «Premio Napoli», giunto al secondo anno con il nuovo regolamento. Il concorso prevede riconoscimenti in tre aree: narrativa e saggistica, poesia e testi musicali, graphic novel e fumetto. Fortemente voluto dal presidente Maurizio de Giovanni, il premio si inserisce in un progetto più ampio di promozione della lettura, puntando a coinvolgere pubblici sempre nuovi e ponendo al centro il Mediterraneo come tema guida.
Possono partecipare opere scritte in italiano, in dialetto o tradotte nella nostra lingua, pubblicate tra il 1° marzo 2024 e il 28 febbraio 2025. I lettori, dal 1° al 30 aprile, potranno indicare due titoli per ciascuna categoria direttamente sul sito della Fondazione. In base alle segnalazioni raccolte, la giuria tecnica selezionerà cinque finalisti per sezione: ai vincitori andranno un premio in denaro di 3000 euro e un’opera simbolica con il logo del Premio Napoli.
Teano per l’autrice
Per l’autrice, Teano non è solo il paese d’origine, ma una vera e propria chiave di lettura del mondo: una “piccola Orvieto”, una “misura del mondo”, un modo di abitare l’esistenza. E forse oggi, proprio quel mondo che l’ha vista crescere, sognare e ritornare, può restituirle un po’ di quell’amore ricevuto: con un sì, con una segnalazione, con un gesto che profuma di riconoscenza. Perché a volte, dare forza a un libro è un modo per dire grazie a chi ha saputo trasformare le proprie radici in parole.


























