Secondo Our World in Data, negli ultimi 10 000 anni il mondo ha perso un terzo delle sue foreste, un’area pari a due volte gli Stati Uniti. Quel che è più preoccupante è che metà di questa perdita è avvenuta solo nell’ultimo secolo.
Un’eredità di secoli di deforestazione
All’uscita dell’ultima era glaciale, circa il 57 % delle terre abitabili era coperto da foreste (circa 6 miliardi di ettari). Oggi siamo scesi a soli 4 miliardi di ettari. Le cause di questo declino sono antiche quanto l’umanità stessa: dalla necessità di legname per riscaldarsi o costruire, fino al sempre crescente bisogno di terreni agricoli e pascoli.

Quanta parte di questa perdita è definitiva?
Un’analisi recente del World Resources Institute in collaborazione con Google DeepMind, condotta su dati dal 2001 al 2024, ha rivelato che circa il 34 % della perdita totale di copertura arborea è probabilmente permanente, ovvero terreni che difficilmente torneranno foresta spontaneamente. Il dato è ancora più drammatico nelle foreste pluviali tropicali, dove la quota sale al 61 %.
Chi guida la distruzione delle foreste?
Il principale motore della deforestazione permanente è l’agricoltura su larga scala, che domina in America Latina e Sud-est asiatico. Al contrario, nelle regioni temperate o boreali (come Russia o Nord America), la perdita arborea è spesso legata a incendi e attività forestali, che possono essere temporanee o permanenti a seconda del contesto. In Europa, per esempio, ben il 91 % della perdita di copertura arborea è attribuibile a prelievo programmato di legname.
Verso un’inversione possibile
Despite these alarming trends, c’è ancora speranza. Our World in Data sottolinea che, nonostante la distruzione storica, per la prima volta nel nostro millennio possiamo diventare la generazione che riesce a far crescere di nuovo le foreste. Strategie efficaci includono:
- Agricoltura più efficiente, che produca di più su meno superficie;
- Un drastico declino del consumo di carne, con il conseguente minor fabbisogno di pascoli;
- Riforme delle politiche ambientali e conservazione attiva;
- Transizione verso fonti di energia moderne, riducendo la dipendenza dal legno come biomassa.
Una crisi globale alla quale porre rimedio
La perdita di foreste è una crisi globale non nuova, ma senza precedenti nella sua accelerazione recente. Quasi un terzo della copertura forestale mondiale è ormai scomparso — e buona parte di questa perdita è irreversibile. Eppure, attraverso azioni concertate su scala agricola, energetica e politica, potremmo finalmente invertire questa tendenza e permettere alle foreste di tornare a fiorire. Non riguarda soltanto la conservazione della biodiversità o la mitigazione del cambiamento climatico: è una questione di futuro per l’intero pianeta.
Foto di 🌸♡💙♡🌸 Julita 🌸♡💙♡🌸 da Pixabay
























