Il mercato immobiliare italiano torna a correre e trova nel credito il principale motore della sua espansione. Il 2025 segna infatti un punto di svolta
Immobiliare: compravendite in crescita e mutui in forte ripresa
Il mercato immobiliare italiano torna a correre e trova nel credito il principale motore della sua espansione. Il 2025 segna infatti un punto di svolta per le compravendite residenziali, che aumentano del 6,6% su base annua, consolidando il recupero già avviato nel 2024. È quanto emerge dai dati notarili, che fotografano le transazioni effettivamente concluse nel corso dell’anno. A sostenere questo slancio è soprattutto il comparto dei mutui, protagonista di una netta inversione di tendenza rispetto al calo registrato nel biennio precedente.
Il numero dei finanziamenti cresce del 18,8%, raggiungendo quota 404.530, mentre il capitale complessivo erogato registra un balzo del 30,4%. Un segnale chiaro della maggiore capacità delle famiglie di adattarsi al nuovo costo del denaro e della rinnovata apertura degli istituti di credito.
Sul fronte delle compravendite, domina nettamente il mercato tra privati, sia per le prime che per le seconde case, mentre diminuiscono gli acquisti da imprese. Parallelamente si registra un aumento dei valori economici pari al 4,3%.
Le abitazioni, destinate sia a uso principale sia a investimento, segnano un incremento del 6,6%. Le transazioni tra privati rappresentano l’89,4% del totale, confermando una tendenza ormai consolidata. In particolare, gli acquisti di prima casa tra privati crescono dell’11,6%, passando da 326.066 a 363.805 operazioni. In calo invece le compravendite di prime case da impresa, che scendono del 18,5%.
Anche il mercato delle seconde case mostra dinamiche differenziate: gli acquisti tra privati aumentano del 5,4%, mentre quelli da impresa calano del 6,3%.
Nel complesso, il valore totale delle transazioni immobiliari raggiunge nel 2025 i 145,4 miliardi di euro, in crescita di oltre 6 miliardi rispetto all’anno precedente (+4,3%).
Il valore mediano delle prime abitazioni sale a 125.000 euro, in aumento rispetto ai 119.000 del 2024 e ai 113.000 del 2023. Si osserva inoltre uno spostamento della domanda verso fasce di prezzo più alte: diminuisce la quota di immobili sotto i 100.000 euro, mentre cresce quella compresa tra 200.000 e 300.000 euro.
Nonostante ciò, il 76,4% delle case acquistate da privati resta sotto i 200.000 euro, confermando la centralità di questa fascia per le famiglie italiane. Diverso il quadro per le abitazioni acquistate da impresa, dove il valore mediano scende a 252.000 euro e quasi la metà delle transazioni si concentra tra 200.000 e 400.000 euro.
Il mercato delle seconde case continua a mostrare caratteristiche diverse a seconda del venditore. Negli scambi tra privati prevalgono immobili di valore contenuto: il 68,6% delle operazioni avviene sotto i 99.000 euro e l’87% sotto i 200.000 euro, segnale di un mercato spesso legato a immobili da ristrutturare o situati fuori dai grandi centri urbani.
In calo anche i prezzi delle seconde case acquistate da impresa, con un valore mediano che scende a 153.450 euro rispetto ai 170.000 del 2024.
Il 2025 segna una decisa ripresa del credito immobiliare. Dopo il rallentamento causato dall’aumento dei tassi, il numero dei mutui torna a crescere, superando le 404.000 operazioni. L’incremento del 18,8% riflette una maggiore fiducia delle famiglie e un progressivo adattamento alle nuove condizioni di mercato.
Il capitale complessivo erogato raggiunge circa 75,6 miliardi di euro (+30,4%), mentre il valore medio dei mutui sale a 195.227 euro, in aumento del 9,5%. I mutui ipotecari rappresentano la quasi totalità delle operazioni (94,8%).
Le surroghe restano marginali, pari al 4,5% del totale, mentre la fascia di finanziamento più diffusa è quella tra 50.000 e 199.999 euro, che copre il 79% dei casi.
Dal punto di vista geografico, il Nord continua a trainare il mercato, concentrando oltre il 58% dei mutui erogati, con la Lombardia in testa. Sul piano demografico emerge il peso degli under 35, che rappresentano il 40,7% dei mutuatari, seguiti dalla fascia 36-45 anni (29,6%). Un dato che evidenzia come il credito resti uno strumento fondamentale per l’accesso alla casa, soprattutto per le generazioni più giovani.
Foto di Thirdman: https://www.pexels.com/it-it/foto/persona-mani-proprieta-cortile-8470797/
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