Abbiamo incontrato per voi il Professor Fabio Viola, Coordinatore del Corso di Laurea in ingegneria elettrica per la e-mobility della Facoltà di Ingegneria dell’ Università di Palermo, esperto in Mobilità Sostenibile. Con il professore abbiamo cercato di esplorare gli aspetti di questo innovativo corso di studi e ciò che vi è connesso a livello formativo e lavorativo.
Perché l’Università di Palermo ha deciso di instituire un corso di Laurea per la mobilità elettrica?
La Sicilia non ha una grande vocazione industriale, ma L’Università degli Studi di Palermo sin dal 2018 ha avviato il percorso in Ingegneria Elettrica per la e-mobility un asset fondamentale per lo sviluppo dell’industria italiana dei prossimi decenni.
Il primo anno accademico è stato aperto nel settembre 2019 convertendo un percorso tradizionale in Ingegneria Elettrica in un percorso rivolto alla flessibilità nell’impiego dell’energia elettrica nelle sue molteplici forme, sia per generazione che accumulo, allo scopo di comandare i powertrain di nuova generazione.
Qual è stata la risposta della platea studentesca?
La risposta della comunità studentesca è stata quella di abbracciare con entusiasmo l’offerta didattica. Portando un incremento di immatricolati al primo anno, pesato con riferimento al precedente percorso in Ingegneria elettrica (2018), che si è attestato sul + 230% ma che ha anche toccato un picco del +450%.
Nel corso degli anni, quanti studenti hanno deciso di intraprendere il percorso formativo?
Il numero degli immatricolati totale è di circa 450 studenti in sei anni di attività.
Qual è la percentuale di partecipazione degli studenti provenienti da altre regioni italiane rispetto alla Sicilia?
La percentuale è bassa, poiché il bacino di attrazione è quello siciliano, contesto nel quale le distanze di centinaia di kilometri separano le province contigue, quando nel resto d’Italia, tali distanze separano differenti regioni.
I laureati trovano facilmente occupazione presso le aziende?
I nostri laureati sono entusiasti della scelta fatta. Il Sole24ore, in un articolo del 17 Marzo 2025 scrive “Pochi ingegneri elettrici: è allarme”, ed afferma che la richiesta da parte delle imprese di ingegneri elettrici è il quintuplo dell’offerta. I nostri laureati hanno una preparazione tecnica molto specifica, e sono assai contesi. Posso affermare che il tasso di disoccupazione a due mesi dalla Laure Magistrale è nullo. Spesso pochi mesi prima di discutere la tesi hanno già firmato un contratto a tempo indeterminato con grandi Aziende italiane.
Ci sono casi in cui i laureati hanno sviluppato startup sulla mobilità elettrica?
I nostri laureati ancora non hanno realizzato nulla di simile, ma lavorano presso grossi player del contesto della mobilità sostenibile
Dall’istituzione dei corsi di laurea avete avviato programmi di ricerca sul settore?
Il nostro corso è molto attento alle richieste del Settore e non a caso sviluppiamo tematiche di ricerca che portano i nostri studenti a svolgere tirocini in aziende siciliane che vogliono investire nelle loro conoscenze
Nel corso del tempo il dipartimento ha sviluppato sinergie con le aziende del comparto?
Il Dipartimento asseconda la naturale vocazione dei ricercatori di ingegneria elettrica favorendo collaborazioni con Aziende di rilievo nazionale* ed internazionale, nel settore Energia e semiconduttori. I progetti PNRR sviluppati hanno consentito di interfacciare competenze accademiche con richieste industriali avvicinando il percorso dei nostri laureati con quello lavorativo.
Come immagina il futuro di questo dipartimento?
Immagino un futuro sicuramente in crescita, come del resto crescerà la mobilità elettrica nel nostro paese. Oggi le aziende del comparto soffrono della carenza di tecnici specializzati; il dato è emerso già da tempo grazie alle numerose analisi del settore svolte dagli addetti ai lavori e dalle stesse aziende.
*È stato appena stipulato un protocollo d’intesa fra il corso di laurea e l’azienda italiana Italiainmoto per sviluppare una collaborazione nei campi della ricerca e della formazione relativi all’e-mobility (n.d.r)

























