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INGV: uno studio internazionale fa chiarezza su eruzioni e pericolosità dei vulcani

Sono ben 18 le convinzioni errate maggiormente diffuse sui vulcani e sulle loro eruzioni. È quanto emerge dallo studio Getting the story straight

Sono ben 18 le convinzioni errate maggiormente diffuse sui vulcani e sulle loro eruzioni. È quanto emerge dallo studio Getting the story straight: Common misconceptions around volcanoes and eruptions with case studies of recent events, pubblicato sul ‘Journal of Applied Volcanology’ e curato da un team internazionale di vulcanologi. La ricerca, condotta in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha visto la partecipazione del ricercatore dell’Osservatorio Etneo dell’INGV (INGV – OE) Boris Behncke.

INGV: lo studio internazionale sui vulcani

L’articolo organizza i concetti analizzati in sei temi: sismologia; vulcani e clima; sistemi vulcanici e strutture vulcaniche; pericolosità vulcanica; tempi e periodicità; foto e video.

Tra gli argomenti generalmente fraintesi figurano alcuni termini particolarmente accattivanti, come “cintura di fuoco del Pacifico”, “supervulcani” e “megatsunami”, ma anche temi scientifici di grande interesse pubblico, come il rapporto tra vulcani e clima o la salute umana, e questioni complesse come la previsione delle eruzioni. L’articolo affronta inoltre la terminologia di base, compresa la distinzione tra cenere vulcanica e fumo e il concetto di “camere magmatiche”.

La ricerca

“La ricerca”, spiega Boris Behncke ricercatore dell’INGV, “rappresenta una risorsa sviluppata per aiutare vulcanologi, giornalisti, decisori e pubblico a orientarsi correttamente quando un vulcano entra in eruzione, o anche quando non lo fa. Per ciascun concetto sbagliato, l’articolo presenta punti chiave e sintesi delle ricerche recenti, fornendo ai lettori le informazioni necessarie per affrontare e spiegare correttamente questi temi”.

Il lavoro presenta inoltre sette casi studio che mostrano come informazioni scorrette siano state ampiamente diffuse e successivamente contrastate in relazione a vulcani conosciuti ed eruzioni recenti: Monte Agung, a Bali (Indonesia); Etna, in Sicilia (Italia); Kīlauea, alle Hawaii (Stati Uniti); Tajogaite, a La Palma (Spagna); La Soufrière, a St. Vincent (Caraibi); Taal (Filippine); e la caldera di Yellowstone (Stati Uniti). Soprattutto nel caso di quest’ultima (Yellowstone), ad ogni minore variazione nei parametri monitorati, si diffondono rapidamente gli scenari di un’imminente eruzione apocalittica, che porterà la specie umana sull’orlo dell’estinzione – evento ritenuto estremamente poco probabile tra tutti gli scenari possibili. 

Ma anche dalle nostre parti non mancano gli esempi di diffusione di fatti falsi: spesso si legge ancora oggi che durante l’eruzione dell’Etna del 1669 sarebbero morte migliaia di persone, mentre in realtà non è morto nessuno (la lava si muoveva lentamente permettendo alla popolazione di allontanarsi). Interessante anche il fatto che negli ultimi anni, persino le testate italiane più rinomate hanno più volte illustrato i loro articoli sull’attività dello Stromboli con immagini del vulcano Anak Krakatau in Indonesia, mentre non dovrebbe essere difficile reperire immagini autentiche del vulcano eoliano. Infine, intorno alla recentissima attività dell’Etna, sui diversi canali social sono messe in circolazione tante notizie false su come sarebbe evoluta l’attività in corso, creando non poca costernazione tra gli abitanti del vulcano.

Le parole dei protagonisti

“Per non parlare delle immagini create con l’intelligenza artificiale, falsificate o di altri vulcani o eruzioni dopo la recentissima eruzione dell’Anak Krakatau in Indonesia”, prosegue Behncke, “nonostante la disponibilità di video ed immagini autentiche, a diventare virali sono stati video chiaramente alterati dall’IA. Perfino le eruzioni di luglio-agosto 2026 dell’Etna sono “vendute” come immagini dell’Anak Krakatau.”

I vulcani e le loro eruzioni esercitano un forte fascino sul pubblico per lo spettacolo che spesso offrono e sono simboli della dinamicità della Terra. Allo stesso tempo, possono rappresentare un rischio per le infrastrutture, il traffico aereo e le persone che vivono nelle loro vicinanze.

Fornire informazioni precise e basate sulla scienza durante un evento vulcanico può essere determinante per la popolazione. La capacità di disseminare rapidamente la conoscenza scientifica nel mondo non è mai così elevata, ma dicerie e bufale possono viaggiare a una velocità ancora maggiore, determinando situazioni rischiose.

Link allo studio: https://doi.org/10.1186/s13617-026-00168-5

Mario Tortoriello

Cerco di unire la passione per la scrittura e la comunicazione con l'impegno sociale ed attività nel terzo settore. In tasca la mia laurea in Scienze Politiche alla Federico II. Appassionato di fumetti, videogiochi e cinema di genere. Tifosissimo del Napoli e appassionato di calcio e sport. Cinque Colonne è per me una grande palestra per apprendere e praticare ogni giorno questo meraviglioso mestiere. Insomma, per voi, il solito raccomandato.

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