Esco dal portone di casa con il solito entusiasmo di una crostatina che è stata tutto il giorno in fondo allo zaino. Incontro la signora Chinnici, indica un ragazzo di colore seduto sul marciapiede di fronte, mi dice: “io non sono razzista ma…ognuno dovrebbe stare al paese suo!”
Adesso oltre all’aspetto crostatina ho anche l’effetto nausea da gente.
Mi reco al liceo scientifico dove insegno.
Al bar vicino la scuola incontro un collega, una zingarella si avvicina chiedendo soldi, lui le dice: “vai a lavorare invece di seccare il prossimo!” si accorge di come lo sto guardando e si giustifica: “io non sono razzista ma…gli zingari non li sopporto.”
Entro in classe, per stamattina di adulti ne ho abbastanza.
A pranzo mi vedrò con una ex collega, seguo il consiglio di Andrea della terza B: “Prof deve darsi un po’ da fare con le donne!:
Che carina Roberta, si è messa in tiro per l’appuntamento.
La conversazione con lei è sempre interessante, le arriva una telefonata: “no Fatimah, non posso darti la giornata libera lunedì, non importa che impegno hai, non posso!” Dice che si laurea suo figlio, cazzate, ogni scusa è buona per non venire a lavorare, con certa gente non puoi abbassare la guardia, io non sono razzista ma…”
Come cambia la voce di certa gente, come cambia tutto in un istante delle volte.
Mi congedo.
Caro Andrea della terza B io ci provo ma vedi io non sono razzista nei confronti delle persone razzista, ma…

























