Si celebra la X edizione di Irpinia Mood. Una nuova sede, Villa Amendola, un programma tra degustazioni e incontri e un progetto che nel 2026 supera i confini del festival per diventare un percorso territoriale lungo tutto l’anno. Al centro dell’edizione 2026, il tema “INTOLLERANTI”.
Dal 2015 il festival ha costruito, edizione dopo edizione, un modo diverso di raccontare l’Irpinia attraverso il cibo: non soltanto come territorio di produzioni e tradizioni, ma come luogo di confronto e di ricerca. Un cammino che oggi si apre a una nuova fase.
Il cibo come strumento di conoscenza
Intorno ai fornelli, Irpinia Mood costruisce una piattaforma relazionale che riunisce produttori, chef, imprese, istituzioni e comunità. Ogni piatto porta con sé la storia di chi coltiva, trasforma, decide, e leggere quella storia significa leggere le identità, le economie e le trasformazioni di un territorio.
L’ambizione di Visit Irpinia, PMI innovativa che organizza e sviluppa il festival, è da sempre superare un’idea di cibo come sola dimensione conviviale, affidandogli il compito di generare dialogo tra realtà diverse e di creare uno spazio di sperimentazione.
L’Irpinia, in questa visione, è il punto di partenza di una riflessione ampia sul rapporto tra identità, innovazione e comunità.
INTOLLERANTI: una parola che divide, un tema che unisce
Il tema della decima edizione nasce da una parola, INTOLLERANTI, che parte dal cambiamento concreto che stanno vivendo le nostre cucine con le intolleranze e le allergie alimentari in aumento, come conferma un’indagine EPIFA condotta nel 2024 in Campania, e si allarga fino a diventare una chiave di lettura del presente.
In quest’ottica, “intolleranti” significa interrogarsi anche sui processi produttivi di un sistema alimentare in continua evoluzione e sulle contrapposizioni tra locale/globale, tra tradizione/innovazione.
“Quando si indebolisce la relazione tra cibo e luogo di produzione nascono i placeless foodscapes, non-luoghi dove si consumano prodotti omogenei e standardizzati. Tutto ciò mette a rischio la diversità e la biodiversità delle produzioni tipiche locali e rende necessario difendere le identità produttive e culinarie”
Angela Cresta, Professore Associato di Geografia Economico-Politica all’Università del Sannio e membro del Comitato scientifico di Irpinia Mood
Attraverso degustazioni tematiche, showcooking e momenti di confronto Irpinia Mood porta questi temi dentro il festival.
Chef e sapori da tutta Italia
Sono oltre 90 gli chef che arrivano a Villa Amendola da tutta Italia, chiamati a raccolta dalla direzione gastronomica di Mirko Balzano e distribuiti lungo le quattro serate.
A tutti è stato chiesto di creare un piatto che rinunci ad almeno uno dei cinque principali allergeni: glutine, lattosio, uova, arachidi e frutta a guscio. Questo vincolo condiviso dà vita a percorsi paralleli in cui c’è chi lavora per sottrazione, chi stupisce con un ingrediente inaspettato o chi ripensa una ricetta “di casa” in una chiave nuova. Ogni piatto resta riconoscibile come il lavoro di chi lo ha pensato.
























