La guerra in Ucraina ma anche quella in Medio Oriente non ha provocato una raffica di cancellazioni nelle strutture ricettive italiane, ma stanno comunque incidendo sul settore. Si registra infatti un rallentamento delle prenotazioni, in particolare da parte dei turisti statunitensi. Durante l’Assemblea annuale, Federalberghi ha analizzato le prospettive per la prossima stagione estiva, sollecitando il governo a intervenire sul caro energia per evitare criticità nel periodo di alta affluenza. L’associazione evidenzia come il comparto turistico abbia già affrontato, negli ultimi anni, un forte calo dei flussi provenienti dalla Russia e si trovi ora a fare i conti con le nuove tensioni internazionali legate al Medio Oriente.
L’impatto dei conflitti sul turismo
Le tensioni geopolitiche, in particolare quelle in Medio Oriente, rischiano di influenzare i flussi turistici verso l’Italia, soprattutto dai mercati oltreoceano, più sensibili alla percezione di instabilità. Il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, sottolinea che per l’estate 2026 non si registrano cancellazioni significative, ma si osserva un rallentamento della domanda internazionale, in particolare dagli Stati Uniti. Il mercato nordamericano resta strategico per l’elevata capacità di spesa dei visitatori. Per questo, secondo Bocca, è necessario intervenire per attenuare gli effetti di uno shock esterno che potrebbe avere conseguenze rilevanti e durature.
Abusivismo e concorrenza
Il presidente di Federalberghi richiama anche l’attenzione sulla necessità di regole chiare per tutto il settore, denunciando la concorrenza sleale delle strutture abusive, come alcune case vacanze. “Il turismo è una risorsa fondamentale, ma va tutelato da abusivi e operatori irregolari”, afferma Bocca. Chi esercita attività ricettiva senza autorizzazioni, oltre a non contribuire all’economia, rischia di impoverire il tessuto urbano, trasformando le città in semplici dormitori.
I numeri del turismo in Italia
Nel corso dell’Assemblea sono presentati anche i principali dati del settore, che evidenziano una crescita dell’offerta di fascia alta. In Italia si contano 32.943 alberghi, con circa 1,1 milioni di camere e 2,3 milioni di posti letto, confermando il Paese al primo posto in Europa per capacità ricettiva alberghiera. La quota maggiore dell’offerta è rappresentata dagli hotel a 3 stelle e dalle residenze turistico-alberghiere, che costituiscono il 55,2% del totale. Gli alberghi a 4 e 5 stelle coprono invece il 22,5%. Rispetto al passato, il panorama è cambiato: nel 2000 prevalevano le strutture a 1 e 2 stelle, pari al 49,3% dell’offerta. Inoltre, le dimensioni medie degli alberghi sono cresciute sensibilmente: tra il 1980 e il 2024 i posti letto per struttura sono passati da 37,6 a 69,3.
Foto di Buse Kenç: https://www.pexels.com/it-it/foto/l-iconico-colosseo-di-roma-catturato-in-bianco-e-nero-30805075/


























