La lotta alla pesca illegale diventa una delle priorità della Regione Campania, che punta a rafforzare le azioni di tutela del patrimonio marino e della biodiversità. Dai sequestri di reti abusive alle operazioni di bonifica dei fondali, gli ultimi interventi confermano la diffusione di un fenomeno che danneggia gli ecosistemi, penalizza i pescatori onesti e mette a rischio l’intera filiera ittica. Per affrontare il problema in modo strutturale, l’assessora regionale alla Pesca e alla Biodiversità, Fiorella Zabatta, annuncia la volontà di istituire un tavolo permanente con istituzioni, forze di controllo e rappresentanti del settore, con l’obiettivo di intensificare il monitoraggio e rendere sempre più efficace il contrasto alle attività illecite.
I danni della pesca illegale all’ambiente e al settore
“La pesca illegale rappresenta un danno enorme per l’ambiente, per la biodiversità marina, per i pescatori che rispettano le regole e per gli stessi consumatori. Per questo il contrasto a ogni forma di illegalità in mare deve diventare una priorità condivisa e permanente”. Lo dichiara Fiorella Zabatta, assessora della Regione Campania con delega alla Pesca e alla Biodiversità.
Dai sequestri nel Golfo di Napoli alle bonifiche del litorale domizio
“Il sequestro di oltre un chilometro di reti illegali nelle acque del Golfo di Napoli conferma l’importanza del lavoro quotidiano svolto dalla Guardia Costiera, che ringraziamo per l’impegno nella tutela del nostro patrimonio marino. Ma è solo uno dei tanti segnali di un fenomeno diffuso lungo le coste campane. In questi giorni, sul litorale domizio, una vasta operazione di bonifica ha consentito di recuperare centinaia di tubi in PVC utilizzati abusivamente per la cattura dei polpi, reti fantasma e altre attrezzature illegali, restituendo al mare numerosi esemplari rimasti intrappolati.
Pensiamo anche al prelievo illegale di vongole nel Lago Fusaro o alla raccolta indiscriminata di telline lungo il litorale, spesso oltre i limiti consentiti e talvolta destinate alla vendita abusiva. Sono pratiche diverse tra loro ma accomunate dallo stesso effetto: impoveriscono gli ecosistemi, alterano gli equilibri naturali, mettono a rischio la biodiversità e penalizzano i pescatori che operano nel rispetto delle regole.”
Un osservatorio regionale per coordinare i controlli
“In vista della Giornata Internazionale del Mar Mediterraneo dell’8 luglio vogliamo ribadire un principio semplice: difendere la pesca significa difendere una risorsa strategica per la Campania. Significa proteggere la biodiversità, garantire sicurezza alimentare, sostenere il lavoro dei pescatori onesti e preservare un patrimonio naturale che appartiene a tutti.
Per questo – continua l’assessora – chiederemo un incontro con la Capitaneria di Porto e tutti gli organi e le istituzioni potenzialmente interessati, per istituire un tavolo permanente, un osservatorio regionale sulla pesca illegale che coinvolga istituzioni, forze di controllo, associazioni di categoria e mondo della ricerca. L’obiettivo è rafforzare il coordinamento, monitorare il fenomeno, promuovere controlli sempre più efficaci e sviluppare azioni di prevenzione e sensibilizzazione.”
Far rispettare le regole per proteggere il mare
“Non si tratta di introdurre nuovi divieti, ma di far rispettare quelli che già esistono. Le risorse della pesca non sono inesauribili e la loro tutela è una responsabilità collettiva. La Regione Campania – conclude poi Fiorella Zabatta – farà la propria parte con determinazione.”
Foto di Quang Nguyen Vinh: https://www.pexels.com/it-it/foto/persone-che-guidano-in-barca-2138116/


























